10 dic. Guerra, crisi economica e stato d’assedio. Incontro dibattito

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Guerra 10 dic.

Guerra, crisi economica e politiche securitarie nel cuore dell’Unione Europea

Giovedì 10 dicembre ore 17.30, via Sant’Andrea 31 Pisa

Incontro – dibattito con

Marco Santopadre – Rete dei Comunisti

Angelo Baracca – Professore ora in pensione dell’Università di Firenze. Saggista specializzato nelle tematiche legate al nucleare civile e militare, attivista pacifista e ecologista. Editorialista per Pressenza sulle questioni nucleari e sull’etica nella scienza

Simone Grecu – Coord. Nazionale GC, PRC Pisa

Coordina Federico Dettori – Rete dei Comunisti Pisa

La strage di Parigi del 13 novembre ha scosso un’opinione pubblica occidentale assuefatta all’orrore dei massacri che da 25 anni sconvolgono il Medio Oriente, l’Est Europa e progressivamente il cuore stesso delle metropoli europee.

Dalla prima aggressione all’Iraq iniziata il 16 gennaio 1991 sino ai massacri in atto in Siria e Yemen di oggi si contano oltre un milione e quattrocentomila vittime, al 90% civili. I dati non sono nostri, ma di agenzie internazionali accreditate.

La risposta del governo francese e degli esecutivi europei agli attentati è un incremento delle politiche di guerra verso l’estero, di Stato d’assedio, repressione e distruzione di diritti individuali, politici e sociali all’interno.

I morti di Parigi, quelli caduti negli attentati di Madrid del 2004 (194 vittime) e di Londra del 2005 (58 vittime) allungano il numero dei civili sacrificati sull’altare di quest’allucinante serie di aggressioni occidentali, che stanno devastando interi paesi, dai quali fuggono milioni di disperati, selezionati alle frontiere in base alle proprie professionalità per ingrossare le fila dell’esercito industriale di riserva nei paesi del polo imperialista europeo, esausti da una crisi economica che si esacerba e da un invecchiamento delle popolazioni che fa saltare le coperture pensionistiche per milioni di anziani.

Al welfare si sostituisce l’economia di guerra, unico keinesismo possibile in questa fase di crisi sistemica del modello produttivo capitalistico.

Un meccanismo infernale, legittimato dalla cinica strumentalizzazione del governo Hollande dei massacri perpetrati dai tagliagole dell’ISIS, notoriamente finanziati e addestrati dai governi occidentali, compreso quello francese.

L’Unione Europea si allinea immediatamente alla chiamata alle armi del governo francese, dimostrando come il polo imperialista in costruzione nel vecchio continente proceda e si rafforzi per strappi e contraddizioni.

L’indecente balletto dei primi ministri europei – nel quale si distingue il guitto Renzi per la retorica su sicurezza e “cultura” – è uno specchietto per le allodole, a copertura d’interessi convergenti di borghesie locali che uniscono le forze per rinsaldare possedimenti storici nei paesi di vecchia colonizzazione.

Il motore della guerra è, quindi, l’incapacità da parte dei capitalismi di risolvere con i soli strumenti tradizionali le proprie contraddizioni. Alla guerra immanente contro il mondo del lavoro si aggiunge e acquista forza e naturale rilievo psicologico di massa la guerra guerreggiata. Lo “stato d’assedio” proclamato nelle metropoli imperialiste europee dopo i fatti di Parigi facilita immensamente lo sfruttamento intensivo della mano d’opera all’interno e la rapina a mano armata all’estero.

L’Unione Europea conferma di essere IL PROBLEMA e non LA SOLUZIONE per risolvere la crisi economica, sociale, politica e militare che sta portando di nuovo il mondo sul baratro di guerre devastanti.

I comunisti, gli antimperialisti, i democratici e i sinceri pacifisti devono tornare a organizzarsi contro questa spirale di violenza e morte, legando la battaglia contro guerra, militarizzazione dei territori e della vita sociale alla più generale lotta politica, sociale e sindacale contro il primo nemico in casa, che è l’imperialismo europeo e il suo agente locale: il governo Renzi e il costituendo “partito della nazione”.

Su questi temi chiamiamo tutti gli interessati a partecipare all’incontro di giovedì 10 dicembre, per dibattere e organizzarsi, in previsione delle prossime scadenze di mobilitazione no war, la prima delle quali indicata dalla campagna Eurostop per sabato 16 gennaio 2016, data che ricorda l’inizio dei bombardamenti contro l’Iraq nel 1991.

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