13 GIUGNO: Serata di SOLIDARIETA’ – Raccolta fondi per il NEPAL (USB)

Serata di Solidarietà

Raccolta fondi per il Nepal

In Nepal, i lavoratori e tutto il popolo nepalese  stanno soffrendo per il terribile terremoto di  7,6 gradi del 25 APRILE 2015 e per tutte le successive scosse. Quel terribile evento ha causato la distruzione di molti beni culturali,  templi, edifici scolastici, edifici ufficiali e più di 2,00,000 case residenziali. Più di 8000 persone hanno trovato la morte ci sono oltre 20.000 feriti gravi, finora.

Abbiamo partecipato, a Katmandu, al XII TUI Congresso e le organizzazioni CONEP e NEGEO ci hanno calorosamente ospitato. I nostri contatti con il CONEP ci hanno informato che hanno  perso più di 50 membri.

La solidarietà internazionale è uno dei principi su cui si basano TUI,  FSM e USB.

Abbiamo lanciato, all’interno di tutte le organizzazioni che aderiscono alla TUI, una raccolta fondi per aiutare e sostenere i lavoratori e il popolo nepalese attraverso le organizzazioni sindacali con cui siamo in contatto.

Si prega di raccogliere i fondi in data conto bancario dal sistema SWIFT.

Titolare del conto Confederation of Nepalese Professionals- CONEP Account Holder: Confederation of Nepalese Professionals

Bank: Nepal Bank Limited, Kathmandu office

SWIFT Code: NEBLNPKA Saving A/c No. 002-10-0075598

Email: info@nbl.com.np

Nepal USB




29 MAGGIO: USB Pensionati – Presidio “Richiesta Rimborsi Pensioni”

usb

AL FURTO DI PENSIONI, SALARI, CASA, SANITA’, REDDITO

RISPONDIAMO CON LA LOTTA UNITARIA

VENERDI 29 MAGGIO ORE 10.00
PRESIDIO DAVANTI ALLA SEDE DELL’INPS DI PISA – Piazza Guerrazzi

PROMOSSO DALLA UNIONE SINDACALE DI BASE – PENSIONATI di Pisa

L’USB pensionati lancia una mobilitazione per il rimborso totale delle pensioni taglieggiate dal governo Monti/Fornero, all’interno di una campagna nazionale volta a difendere il diritto alla pensione di tutti, anche di chi ora non lavora.

Cominciamo da oggi, insieme per un futuro comune fatto di diritti, dignità, reddito e stato sociale.

La sentenza della Corte Costituzionale dimostra cha a rubare futuro ai giovani, ai lavoratori in servizio, non sono i pensionati, ma le politiche dei governi sotto i dettami dell’Unione Europea, che sottraggono risorse allo stato sociale per destinarle a banche, imprese amiche e opere faraoniche come l’expo’ 2015.

La richiesta di rimborso totale da parte dei pensionati non è una semplice richiesta di categoria, ma il ripristino della legalità nel paese, contro la frammentazione sociale e la pratica della divisione tra categorie sociali operata ogni giorno dal Governo Renzi, che tenta ora di trasformare un furto in una regalia.

In piazza diremo a Renzi che la pensione è un diritto, non un bonus!

Il diritto alla pensione, oltre che sancito dalla Costituzione, nasce a sua volta dal diritto al lavoro di cui intere generazioni sono private. La mancanza di lavoro produrrà la mancanza di pensione per la vecchiaia, non perché le risorse le hanno consumate i nonni, ma perché le nuove generazioni sono state oggetto di furto di lavoro.

La precarietà permanente determinata dal jobs act impedirà proprio la maturazione della pensione con una prospettiva di povertà assoluta.

Agente di fiducia di queste operazioni è l’attuale gestione privatistica dell’Inps che organizza queste fiere di regime con l’informazione pilotata per cancellare l’idea di previdenza pubblica sostituendola con quella privata. Se non li fermiamo avremo pensioni da fame.

Se l’attuale gestione dell’Inps è così sensibile e vicina al problema del pensionamento, perché non comincia a restituire il maltolto ai pensionati attuali e a cancellare la vergogna delle pensioni minime?

USB PENSIONATI / USB – FEDERAZIONE DI PISA

Via Baldo degli Ubaldi, 3 – 56125 Pisa

Tel. 050970390   www.usb.it   pisa@usb.it

portafoglio pensionati

 




2 GIUGNO: Mobilitazione CONTRO LA GUERRA a Pisa

MOBILITAZIONE CONTRO LA GUERRA

2 GIUGNO, ORE 18 PRESIDIO IN CORSO ITALIA 
(zona Logge di Banchi, di fronte farmacia Petri) 


Condividiamo e sosterremo contenuti e obiettivi dell’appello nazionale per una giornata di mobilitazione contro la guerra il 2 giugno e quelli della campagna per l’uscita dell’Italia dalla NATO. 
http://contropiano.org/documenti/item/30706-appello-per-un-mobilitazione-contro-la-guerra-il-2-giugno?highlight=YTozOntpOjA7aToyO2k6MTtzOjY6ImdpdWdubyI7aToyO3M6ODoiMiBnaXVnbm8iO30%3D 
In continuità con le lotte del recente passato, lo faremo tornando a denunciare il ruolo centrale che giocano le basi militari, la ricerca universitaria e le industrie di vecchio e nuovo insediamento a Pisa. Parliamo della base militare statunitense di Camp Darby, dell’Hub all’aeroporto militare dall’Oro, del ComFoSe (Comando Forze Speciali), quest’ultimo insediato recentemente all’interno della caserma dei parà Gamerra. Intorno a queste basi cresce un’economia di guerra fatta d’industrie specializzate (IDS droni per truppe speciali), d’investimenti infrastrutturali (darsena pisana, scolmatore, porto di Livorno) di finanziamenti milionari a una ricerca al servizio delle tecnologie duali (Scuola Superiore S. Anna).
Questo succede – a Pisa come in tutta Italia – nonostante l’articolo 11 della nostra Costituzione proclami il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. 

Il coinvolgimento dell’Italia negli scenari della “guerra globale” è crescente e multiforme: dalla partecipazione diretta nelle missioni militari, alla concessione delle basi militari in territorio italiano, alle guerre pianificate dall’Unione Europea, dagli USA e dalla NATO nel Mediterraneo, in Medio-Oriente e nell’Est europeo. In questo senso, sosteniamo la campagna per l’uscita dell’Italia dalla NATO per un’Italia neutrale “No guerra No NATO”.
In una situazione di crisi economica sempre più devastante per le classi popolari, queste scelte di guerra costano alle casse dello Stato italiano oltre 80 milioni di euro al giorno, che mancano alla sanità, alla scuola, ai servizi sociali, al lavoro, alla sicurezza del territorio.

OCCORRE QUINDI TORNARE A MOBILITARSI AFFINCHE’ I NOSTRI TERRITORI ESCANO DALLA SPIRALE DI GUERRA IN CUI SONO IMMERSI

I crimini perpetrati contro centinaia di milioni di esseri umani la cui unica colpa è di essere nati nelle “parti sbagliate” del globo sono usati per sostenere ideologicamente nuovi interventi militari, mistificando le loro reali motivazioni. Sotto la coltre di “interventi umanitari” per difendere la popolazione dall’Isis, un terrorismo finanziato dall’imperialismo Usa e dai suoi alleati Arabia Saudita, Qatar, Israele, si prepara la prossima operazione militare in Libia. La tragedia quotidiana degli annegamenti dinanzi alle nostre coste di derelitti in fuga dalle guerre si trasforma così in una nuova occasione di aggressione, finalizzata a difendere gli affari delle multinazionali del petrolio come Total, ENI, BP, EXXON, non certo chi fugge e muore in mare.

Per tutto questo il 2 giugno data della festa della Repubblica nata dalla Resistenza antifascista, sarà una giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra, anche a Pisa.

PRIME ADESIONI: COMITATO NO HUB, CIRCOLO AGORA’, ROSS@ PISA, RETE DEI COMUNISTI, SEZIONE E.BERLINGUER, GIOVANI COMUNISTI-PRC, CIRCOLO CHE GUEVARA PONSACCO (PI)

Per adesioni: agorapi@officinaweb.it

2 giugno




Focus video 50Canale su “Democrazia cercasi” a Pisa

Venerdì 8 maggio il circolo agorà ha promosso l’incontro “Democrazia cercasi” di cui, finalmente possiamo oggi proporre una documentazione video, per merito dell’unico organo di stampa locale interessatosi a un evento che ha coinvolto forze politiche, sociali e sindacali molto importanti della città di Pisa, per rappresentanza istituzionale e di presenza nei posti di lavoro.

L’assenza pressoché totale d’indipendenza dei vari organi di stampa locali testimoniano, insieme a molti altri fatti ed elementi, il livello di arretramento della democrazia sul nostro territorio, di cui si è trattato durante l’incontro, incentrato appunto sulla progressiva regressione della democrazia formale e sostanziale nelle istituzioni centrali e periferiche del paese.
All’incontro hanno partecipato Stefano Azzarà, ricercatore di Storia della filosofia all’Università di Urbino e autore dell’omonimo libro, Fabio Bentivoglio, insegnante di Storia e Filosofia, l’Avvocato Giorgio Bindi.
In seguito sono intervenuti la Presidente ARCI Pisa, esponenti del M5S, di Ross@ Pisa,  della  Rete dei Comunisti, del PRC, di Progetto Rebeldìa, di Una Città in Comune e dell’Unione Sindacale di Base.
Il dibattito ci ha permesso di contestualizzare storicamente l’attuale attacco al sistema democratico e costituzionale italiano, dandoci occasione per denunciare le politiche dell’attuale Giunta comunale pisana, che si muove esattamente nel solco dei processi regressivi, autoritari, antidemocratici denunciati dai vari relatori.  
La progressiva negazione di spazi di agibilità politica, culturale, sociale, sindacale e d’informazione imposti attraverso atti d’autorità unilaterali presi dalla Giunta Filippeschi, determinano una progressiva condizione di emarginazione di tutte le realtà che non si riconoscono nelle politiche che guidano la città. La recente rimozione forzosa dal centro storico dei totem informativi dell’associazionismo di base rappresenta e racchiude, per la sua valenza materiale e simbolica, questa “cultura” politica, che intendiamo contrastare con estrema determinazione.
Durante la giornata sono state raccolte le firme sull’appello per il ripristino dei totem informativi in centro storico. Nelle prossime settimane il circolo agorà promuoverà nuove iniziative, a ridosso del nostro ricorso al Giudice di pace contro le sanzioni amministrative – per un totale di 2.700 euro – comminate dall’Amministrazione comunale per la mancata rimozione dei totem nella fase di trattativa tra agorà, gruppi consiliari di opposizione e Giunta comunale, trattativa finalizzata a trovare una soluzione alternativa alla cancellazione totale del diritto ad informare i cittadini dell’attività dell’associazionismo. Oltre al danno della rimozione, la beffa della sanzione!
La prima udienza di fronte al Giudice di pace sarà il prossimo 15 giugno.
Nelle prossime settimane informeremo tutti i nostri soci, i sostenitori e (compatibilmente con la disponibilità delle redazioni locali a pubblicare i nostri comunicati stampa) l’opinione pubblica delle prossime iniziative.
Il Direttivo del circolo agorà di Pisa
19 maggio 2015
democrazia cercasi
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22 MAGGIO: USB Giornata di Azione Europea. Presidio a Pisa

logo usb immigrati

Venerdì 22 maggio, in occasione della Giornata di Azione Europea

LIBERTÀ DI LAVORO E RESIDENZA IN EUROPA!

Asilo – Stop Regolamento Dublino III – Regolarizzazione – Lavoro

Presidio a Pisa, piazza XX settembre ore 18.00

Giornata Internazionale di Azione con iniziative contro le politiche schiaviste, razziste, repressive e per il diritto alla libertà di movimento, all’asilo, alla regolarizzazione e alla libertà di residenza e di lavoro in Europa, indetta da CISPM/USB Coalizione Internazionale Sans-papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo (CISPM) e USB.

Il ministro Angelino Alfano chiede ai comuni di far lavorare gratis migranti e richiedenti asilo che risiedono nei loro territori. Come se non bastasse il sistema del business dell’accoglienza, che ha visto la sua massima espressione in “Mafia capitale”, con lo sfruttamento dei lavoratori e la trasformazione dei migranti in merce di scambio a discapito dei loro diritti e dignità.

A questo punto andremo in piazza con palette e scope il prossimo 22 maggio, nell’ambito della Giornata Internazionale d’Azione contro il Regolamento Dublino III, per la regolarizzazione e la rottura tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro.

Chiamiamo tutti a portare con sé palette e scope, ma per spazzare via ogni forma di razzismo, sfruttamento e schiavitù.

INVITIAMO TUTTE LE REALTA’ ANTIRAZZISTE PISANE A CONDIVIDERE E PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALL’INIZIATIVA

USB 22 maggio




22 MAGGIO: USB scende in piazza con la Coalizione Internazionale CISPM

logo usb immigrati

migranteLo Sportello Immigrati dell’Unione Sindacale di Base e il CISPM Coalizione Internazionale Sans-papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo, hanno deciso di organizzare venerdì 22 Maggio una Giornata Internazionale di azione contro le politiche schiaviste, razziste e repressive e per promuovere il diritto alla libertà di movimento, all’asilo, alla regolarizzazione e alla libertà di residenza e di lavoro in Europa.

Ci troveremo a Pisa, in piazza XX settembre alle ore 18.00, per ricordare che questi movimenti di migranti, spesso spinti dalla fuga dalla morte, non sono la conseguenza di una calamità naturale, ma di scelte politiche imposte del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Mondiale.

Un’iniziativa importante per rivendicare la regolarizzazione e la rottura tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, denunciare lo sfruttamento dei lavoratori e la trasformazione dei migranti in merce di scambio a discapito dei loro diritti e dignità, culminato nel sistema del business dell’accoglienza di “Mafia capitale”

Saremo davanti al comune di Pisa con palette e scope per contestare le affermazioni del ministro Alfano che ha chiesto ai comuni, sulla scia di questa concezione elettoralista dell’immigrazione, di far lavorare gratis i migranti che risiedono nei nostri territori.

Invitiamo tutti a partecipare per spazzare via dalla città ciò che realmente la insudicia, ovvero ogni forma di razzismo, sfruttamento e schiavitù!

USB 22 maggio




20 MAGGIO: Nuova guerra in Libia? INCONTRO APERTO

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NO a nuove avventure militari in Libia –

Ricostruire il movimento contro la guerra

Verso il 2 giugno, giornata nazionale di mobilitazione No War

Mercoledì 20 maggio ore 21 presso il circolo agorà di Pisa, Via Bovio 48 

INCONTRO APERTO 

a tutti singoli e alle realtà associative, sociali, sindacali, politiche interessate al rilancio della mobilitazione contro i nuovi venti di guerra che spirano forte nel Mediterraneo.

Le potenze europee, Italia, Francia e Gran Bretagna in testa, stanno scaldando i motori per un nuovo intervento militare in Libia.

Il comitato militare dell’Unione Europea ha creato il “Concetto per la gestione di crisi”, che coordinerà l’azione militare in Libia una volta ottenuto il via libera dell’Onu. L’obiettivo è chiaro: “Cattura e/o distruzione delle strutture che consentono il contrabbando, nelle acque libiche, all’ancora, attraccate o a terra”.  Secondo la bozza della risoluzione che verrà discussa lunedi 18 maggio al vertice dei ministri degli esteri dell’Unione Europea si porrà il problema de “…l’alto rischio di danni collaterali” (vittime fra i migranti).

L’assenza di un accordo su questa operazione militare da parte degli attuali due governi libici (sorti dopo la distruzione dello Stato libico a causa dei bombardamenti francesi, inglesi e italiani del 2011), costringe ad una risoluzione Onu «Capitolo VII», in fase di approvazione.

Ibrahim Dabbashi, ambasciatore all’Onu del governo di Tobruk ha detto che l’idea di schierare imbarcazioni al largo delle coste libiche per salvare i migranti è “totalmente stupida” perché incoraggerebbe ancora più migranti ad arrivare in Libia, rendendo più difficile il controllo da parte delle autorità locali. Netto no anche alla distruzione dei barconi, perché – ha affermato – sarebbe difficile distinguerli da altre imbarcazioni.

Il generale Ayoub Amr Ghasem del governo di Tripoli ha dichiarato che: “…I trafficanti non hanno delle vere e proprie flotte o equipaggiamenti speciali da distruggere. L’operazione non avrebbe successo perché i nostri nemici non hanno una vera e propria struttura…. Si raggruppano sulla costa per mettere in acqua le barche cariche di migranti e poi scompaiono in pochissimo tempo…”.

Da queste dichiarazioni si evince chiaramente che l’obiettivo dell’Unione Europea non è risolvere il drammatico problema dei profughi, ma mettere in sicurezza i pozzi petroliferi delle compagnie occidentali (in primis l’italiana ENI).

Si chiuderebbe così il cerchio di un dramma prima fomentato e creato dai paesi occidentali, con tutte le guerre di aggressione di questi ultimi 25 anni (dall’Iraq all’ex Jugoslavia, poi Afghanistan, Sudan Siria, Yemen, Libia…), oggi usato per convincere l’opinione pubblica dell’inevitabilità di nuovi interventi militari, ovviamente “umanitari”, magari affiancati da quei “corpi civili di pace” varati recentemente dal governo Renzi.

Su questo scenario il circolo agorà, da sempre impegnato nei movimenti contro la guerra, propone per Mercoledì 20 maggio ore 21 in Via Bovio 48 un momento di confronto, ma anche di attivizzazione: L’appello che invita a una mobilitazione nazionale per il prossimo 2 giugno (che alleghiamo), potrebbe essere un primo momento di ricomposizione del movimento pacifista anche nella nostra città contro le nuove “guerre umanitarie” in preparazione, anche quando sono pianificate a Bruxelles, non solo a Washington e nella sempre presente NATO.

Circolo agorà Pisa

www.agorapisa.it

20 maggio

Appello per un mobilitazione contro la guerra il 2 giugno

L’articolo 11 della Costituzione proclama il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Nella realtà, il coinvolgimento dell’Italia negli scenari della “guerra globale” è crescente e multiforme: dalla partecipazione dirette nelle missioni militari , alla concessione delle basi militari in territorio italiano alle guerre USA e NATO nel Mediterraneo e nel Medio-Oriente, non trascurando l’aumento folle delle spese militari per l’ammodernamento dell’arsenale bellico. 

Insomma, tutta la politica estera del nostro paese è intrisa della scelta bellica, con una chiara responsabilità in devastazione e massacri sempre meno occultabile. L’Italia permane il solido alleato di potenze straniere apertamente impegnate in politiche di aggressione contro stati sovrani e popolazioni civili inermi. Ciò avviene per Israele contro la Palestina e l’Arabia Saudita contro lo Yemen, o con il sostegno agli “amici della Siria” coalizione complice degli jiadisti (Contro cui combatte l’eroica resistenza curda), ma anche in Europa con il sostegno ai golpisti internamente alleati ai nazisti al potere in Ucraina e in guerra contro le autoproclamate repubbliche indipendenti ed antifasciste.
ALLORA E’ ORA DI MOBILITARSI AFFINCHE’ L’ITALIA ESCA DALLA SPIRALE DI GUERRA IN CUI E’ IMMERSA
Lo scenario della competizione economica, industriale, commerciale, finanziaria deborda sempre più frequentemente in guerra militare, ponendo in fibrillazione gli istituti politici e militari sopravvissuti alla guerra fredda, ONU E NATO in primis, il primo, incapace di fungere da camera di compensazione delle forze in campo; la seconda, diventata una alleanza di guerra proiettata ad invadere territori di paesi sovrani.
La costituzione dell’Unione Europea, in quello che comunemente si definiva come il campo occidentale, in veste di competitore globale e portatore di interessi materiali non sempre armonizzabili con quelli della superpotenza USA è l’aspetto peculiare con cui il movimento contro la guerra è chiamato a confrontarsi.
La distruzione e la conseguente tribalizzazione delle entità statali in Iraq, Libia, Siria rispondono ad un preciso disegno di dominio geo-strategico perseguito dagli USA in proprio o in ambito NATO, che lascia sul campo i suoi frutti avvelenati principalmente ai suoi “alleati europei”, vedi situazione in Libia, dove il nostro paese è storicamente coinvolto.
La guerra era e resta sempre solo strumento di distruzione e morte ; le devastazioni di intere regioni, i crimini perpetrati contro moltitudini di esseri umani la cui unica colpa e quella di essere nati nelle “parti sbagliate” del globo hanno visto il proliferare di meccanismi di sostegno ideologico agli interventi militari e di mistificazione della loro reali motivazioni, sotto la coltre della guerra umanitaria e di liberazione dai regimi tirannici, operazioni alimentate in modo preSsocchè unanime da tutto il mondo dell’informazione occidentale. Nel nostro paese inoltre l’assunzione piena della legittimità della “guerra umanitaria o per l’estensione della democrazia” nell’orizzonte politico della maggiore forza politica di derivazione progressista, il partito democratico, ha indebolito notevolmente la diffusione di analisi critiche di stimolo alla mobilitazione di massa contro la guerra, che per decenni ha rappresentato una prerogativa dei movimenti.
Allora riannodare le reti della solidarietà e della denuncia che, pur in condizioni di difficoltà, sono attive può essere il punto di rilancio del movimento contro la guerra: dalla denuncia dell’ignavia della politica di fronte alla tragedia quotidiana degli annegamenti dinanzi alle nostre coste di derelitti in fuga dalla guerra (di cui il nostro paese è direttamente responsabile); alla contestazione di tutta la politica estera italiana e dei processi di militarizzazione dei nostri territori (da ultimo il MUOS in Sicilia).
Comitati di solidarietà internazionali con le vittime delle guerre e comitati territoriali impegnati in battaglie contro la presenza delle basi militari, delle armi di distruzione di massa e delle politiche di incremento delle spese belliche possono costituire la base materiale per la ricostruzione del protagonismo di massa contro la guerra.

Il 2 giugno data della festa della Repubblica, può essere l’occasione per promuovere una giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra, articolata nelle realtà territoriali, concepita come contraltare alla parata militare sui Fori Imperiali, rimettendo al centro dell’attenzione il carattere pacifista e antifascista della nostra Costituzione.
Una giornata che si svolga in ogni luogo d’Italia con le iniziative ritenute idonee, presidi, volantinaggi marce, ecc., in prossimità di luoghi simbolo della militarizzazione e delle vittime delle politiche belliciste, caserme, CIE, CPT.

Costruiamo la giornata nazionale contro la guerra!
L’Italia ripudia la guerra e i guerrafondai!!!

RETE NOWAR
COLLETTIVO MILITANT
RETE DEI COMUNISTI
COMITATO CON LA PALESTINA NEL CUORE
COMITATO PER IL DONBASS ANTINAZISTA
PCDI
ROSS@




L’IMPERIALISMO DEL XXI SECOLO. Seminario della Rete dei Comunisti

MERCOLEDì 13 MAGGIO

presso la sede della Rete dei Comunisti – via Sant’Andrea 31, Pisa

L’attualità delle categorie leniniste al tempo dello scontro tra USA, UE, BRICS, polo islamico e potenze periferiche.

Ore 18.00
Seminario sul testo di Lenin “L’imperialismo, fase suprema del capitalismo”, tenuto da Francesco Piccioni (redazione diwww.contropiano.org)

A seguire aperitivo/buffet di autofinanziamento (5 euro)

Ore 21.30
Proiezione del film “Queimada” di Gillo Pontecorvo.
Interpretato da Marlon Brando, il film è un’opera d’arte che descrive magistralmente la penetrazione dell’imperialismo inglese in America Latina a fine ‘800.

Saranno disponibili schede sul nostro progetto politico / organizzativo: “I tre fronti della lotta di classe: per una scelta di campo comunista nel XXI secolo”.

Iniziativa promossa all’interno della CAMPAGNA DI TESSERAMENTO della Rete dei Comunisti 2015.

Per chi non potesse partecipare all’iniziativa, sarà possibile seguire la diretta streaming o vedere successivamente il video sul canale youtube della Rete dei Comunisti Pisa:https://www.youtube.com/channel/UCu5zSHlxnzhGRtLyJ3fT4Tg

Lenin VS imperialism




Un saluto commosso a Giorgio Vecchiani

vecchiani

Più di una volta abbiamo avuto l’onore di avere Giorgio al circolo agorà, sia per iniziative antifasciste sia per la solidarietà internazionalista che caratterizzava la sua attività in favore dei bambini Saharawi.

La collaborazione con lui ci ha permesso di capire la tempra dell’uomo, forgiato nella lotta partigiana, in seguito nel conflitto politico / culturale che ha attraversato il nostro paese e la nostra città dal dopoguerra in poi.

Non vogliamo usare parole abusate e formali per ricordarlo.

Sappiamo solo di aver perso un’insostituibile figura di spicco della vita politica cittadina e regionale, che nella sua integrità ha saputo opporsi con decisione al revisionismo di chi in anni recenti ha cercato di azzerare la memoria storica, equiparando la partigianeria antifascista con i cosiddetti “ragazzi di Salò”, le famigerate truppe italiane al servizio dei nazisti nell’ultima fase del secondo conflitto mondiale.

Un insegnamento importante, che ci porteremo nel cuore ma soprattutto nella mente, per continuare la battaglia contro fascismo e revisionismo storico.

Un saluto al partigiano, all’internazionalista, all’uomo.

Il Direttivo del circolo agorà di Pisa




Franco Serantini 7 maggio 1972 – 7 maggio 2015. Uno di noi.

serantini2 A quarantatré anni dal suo assassinio, ricordiamo un giovane compagno colpito a morte dalla polizia a Pisa, mentre si opponeva a un comizio fascista

Video Franco Serantini – Corrado Stajano, “Il Sovversivo”