26 ott. Iniziativa sulle ragioni dello Sciopero Generale e della Manifestazione Nazionale del 10 e 11 novembre

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PISA, GIOVEDÌ 26 OTTOBRE ALLE 17,30 PRESSO IL CIRCOLO AGORÀ, INIZIATIVA SULLE RAGIONI DELLO

SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL 10 NOVEMBRE (CON CORTEO A PISA) E DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELL’11 NOVEMBRE

CONTRO LE POLITICHE ECONOMICHE E SOCIALI DEL GOVERNO ITALIANO E DELL’UNIONE EUROPEA

VIA I GOVERNI DELLE BANCHE, DELLA PRECARIETÀ E DEL MANGANELLO.

Parteciperanno LUIGI MARINELLI (USB), SERGIO CARARO (Eurostop), DELEGATI E DELEGATE DELLE AZIENDE PUBBLICHE, PRIVATE E DEL SOCIALE DI PISA E PROVINCIA, TRA CUI: IGIENE AMBIENTALE, AEROPORTO G.GALILEI, CNR PISA, PIAGGIO PONTEDERA, RICHIEDENTI ASILO, PENSIONATI.

Per sostenere lo sciopero del 10 e la manifestazione dell’11 novembre si costituisce anche a Pisa la Piattaforma Sociale Eurostop.

Siamo lavoratori, precari, pensionati, disoccupati, militanti politici e sindacali, operatori culturali del mondo dell’associazionismo locale, richiedenti asilo, che hanno deciso di aderire alla Piattaforma Sociale Eurostop per rispondere al comune bisogno di rappresentare politicamente bisogni, lotte, rivendicazioni e aspettative di vita fuori e contro logiche mercantiliste e di sfruttamento, imposte da un modello sociale ed economico avviluppato in una crisi che stiamo pagando solo noi.

Parliamo del capitalismo e delle sue forme concrete di dominio e comando, che nel nostro continente hanno nomi e funzioni ben precise: l’Unione Europea e la sua moneta, la NATO e le sue basi.

I tre NO sui quali si è costituita la Piattaforma Sociale Eurostop, contro la UE, l’Euro e la NATO sintetizzano questo sistema di potere.

L’Unione Europea non è il Parlamento europeo, che ha una funzione sostanzialmente consultiva. Chi conta a Bruxelles è la cosiddetta “Troika” (Commissione Europea, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale), intenta a costruire una potenza di carattere imperialista, in grado di competere con gli altri giganti mondiali, attraverso politiche di “lacrime e sangue” e di guerra, imposte con la forza ai paesi membri dell’alleanza, soprattutto a quelli del Sud Europa, attraverso la distruzione del welfare e di ogni protezione per i lavoratori, al fine di togliere risorse alle maggioranze in favore delle privatizzazioni, del sostegno a banche e finanziarie, multinazionali, grandi poli industriali e fabbriche di armi.

L’euro è lo strumento monetario di queste politiche.

La NATO, alleanza militare sopravvissuta alla guerra fredda per volontà dell’imperialismo USA, continua a rappresentare un pericolo mortale per la pace, in Europa e nel mondo

Politiche che, attraverso l’inserimento in Costituzione del Pareggio di Bilancio (Art. 81), di cui i “Patti di stabilità” imposti alle amministrazioni locali sono una diretta articolazione, condizionano sempre più negativamente la nostra vita quotidiana, con tagli e ristrutturazioni pesantissimi al sistema sanitario regionale e locale, all’istruzione, all’Università, ai trasporti terrestri e aerei, all’edilizia pubblica, ai sussidi per i disoccupati e per chi non ce la fa più a pagare l’affitto.

La retorica del governo Gentiloni sulla cosiddetta “ripresa economica”, usata a fini propagandistici ed elettorali, nasconde la realtà di un paese prostrato da queste politiche. L’aumento del PIL è direttamente proporzionale ai licenziamenti, ai bassi salari, alla precarietà sempre più diffusa, al lavoro non pagato come nella cosiddetta “alternanza scuola-lavoro” o nel lavoro falsamente volontario per italiani e richiedenti asilo, alle migliaia di morti sul lavoro. Una realtà costruita nella cornice del Jobs Act, dell’abolizione dell’Art. 18 e dell’attacco continuo al diritto di sciopero.

Contro queste politiche vogliamo costruire anche sui nostri territori una coalizione di carattere nuovo, che intende mettere insieme singoli e realtà politiche, sociali, sindacali, culturali, interessati alla battaglia contro nemici comuni, che a livello locale possiamo ben individuare nelle giunte regionali e comunali a guida PD, nel comando delle aziende private o a cosiddetto “controllo pubblico”, nelle baronie che gestiscono Enti, Università e “centri di eccellenza”, nella speculazione edilizia e commerciale, nelle basi militari che infestano il nostro territorio.

Un articolato sistema di potere e di alleanze, contro il quale già ora combattiamo con determinazione, all’aeroporto G. Galilei come alla Piaggio, al CNR come nell’igiene ambientale, all’Università e negli enti pubblici, così come nelle lotte al fianco di precari, richiedenti asilo e pensionati.

Il nostro obiettivo è unire le tante lotte e rivendicazioni che da sole stentano ad affermarsi e ad avere una prospettiva generale, rilanciando l’idea di una società che si emancipi dal capitalismo, per riaprire la via al socialismo, unica vera alternativa al dilagare della ingiustizia sociale e della barbarie.

Lo faremo affiancando, interpretando e tentando di rappresentare le ragioni dei disoccupati, dei senza casa, di chi è sotto sfratto, di chi fugge da guerre e colonialismo, di chi tutti i giorni rischia il posto di lavoro e la vita nei luoghi di lavoro, dei precari che fanno funzionare – con salari da fame e senza diritti – le pubbliche amministrazioni, gli Istituti di ricerca, l’Università, i cosiddetti “centri di eccellenza”, le tantissime piccole e micro imprese private.

Con questo spirito e obiettivi chiediamo a tutti i singoli e alle realtà che condividono il percorso della Piattaforma Sociale Eurostop di unirsi a noi, a partire dalla campagna che sosterrà lo sciopero generale nazionale del 10 novembre e la manifestazione nazionale dell’11 novembre.

Piattaforma Sociale Eurostop – Pisa

Eurostop 26 ottobrePisa