28 nov. presentazione libro “I quattro giorni che cambiarono il mondo”

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29 nov. presentazione quaderno “Automazione e Disoccupazione tecnologica”

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10.000 al corteo di Roma. In piazza c’era la società reale

Quella dell’11 Novembre a Roma è stata una prima, importante prova di riunificazione sociale e politica. Non della “sinistra” (parola da abbandonare, ormai), ma di un blocco sociale capace di darsi una visione politica. Ha sbagliato chi non c’era, e sbaglierà ancora se resterà fuori da questo processo.

In piazza si è concretizzata più di altre volte l’unità materiale di lavoratori di qualsiasi colore e con qualsiasi contratto: italiani “popolani”, settentrionali e meridionali, neri, magrebini, asiatici e latinoamericani. Ed anche dipendenti pubblici, operai metalmeccanici, braccianti, vigili del fuoco in divisa (con la polizia che voleva sequestrare – ad inizio corteo – uno scudo in dotazione perché “di metallo”), precari di tutte le età, facchini della logistica, disoccupati organizzati e non, studenti alle prime sortite fuori dai problemi settoriali (alternanza scuola-lavoro, tetti che crollano, ecc); occupanti e inquilini, delle case popolari o degli “enti in dismissione” che fanno ogni giorno i conti con sfratti, ingiunzioni, truffe. In questo senso è stato decisivo il contributo della Usb reduce da una giornata di sciopero generale riuscito.

L’invito della Piattaforma sociale Eurostop è stato insomma raccolto da un fronte più ampio, fino a diventare il Comitato 11/11. Inequivoco lo striscione d’apertura: “Via il governo delle banche, della precarietà e dei manganelli”, che legava insieme i beneficiari di un modo di governare, la condizione esistenziale di chi è obbligato a lavorare “sotto padrone” e le pratiche repressive incaricate di mantenere entro i confini dell’insignificanza ogni protesta.

Un fiume di persone che vogliono essere protagoniste della vita sociale e politica, non una pattuglia di arrabbiati che “sanno dire solo no”. Un fiume di gente che comprende benissimo come il governo sia al servizio di interessi sociali del tutto contrapposti e sotto lo stretto controllo di una “struttura sovranazionale” priva di qualsiasi legittimità democratica.

Una seconda osservazione riguarda “il nemico”. Mai avevamo visto un così compatto muro di omertà mafiosa contro una mobilitazione di massa. Un muro di silenzio mediatico che costituisce ormai il complemento strutturale della strumentazione più volgarmente repressiva. Sia prima che durante e dopo lo sciopero generale e la manifestazione di ieri. E dire che di giornalisti in piazza se ne sono visti, hanno registrato interviste, fatto domande. Di tutto ciò nulla è arrivato a diventare “prodotto finito”, ossia informazione destinata a raggiungere il pubblico. Meglio dare notizia di qualsiasi stupidaggine, piuttosto che rendicontare di una fetta consistente di un “blocco sociale in formazione” che porta in strada non solo malcontento, ma rivendicazioni, dignità e capacità di indicare un avversario chiaro, un responsabile del malessere sociale crescente.

Poco male. Ormai, i giornali non li legge più nessuno e i telegiornali non li vede più nessuno. La rete consente la circolazione delle informazioni e delle immagini che testimoniano la realtà. E’ stata questa la forza della operazione verità rappresentata dalla manifestazione di sabato 11 novembre.

Adesso appuntamento all’assemblea nazionale di Eurostop il 2 dicembre per discutere e decidere come affrontare la nuova fase politica.




11 nov. Manifestazione a Roma VIA I GOVERNI DELLE BANCHE, DELLA PRECARIETÀ E DEL MANGANELLO.

11 nov

sabato 11 Novembre ’17  corteo a Roma

VIA I GOVERNI DELLE BANCHE, DELLA PRECARIETÀ E DEL MANGANELLO. 

Mentre i governanti italiani ed europei annunciano trionfanti la ripresa, dilagano la precarietà, lo sfruttamento e la povertà
Mentre i governanti italiani ed europei ci dicono che non ci sono soldi per le pensioni, la sanità, la scuola, i contratti di lavoro; alle banche, alle multinazionali, ai ricchi vengono donati miliardi e miliardi di danaro pubblico.
Mentre i governanti italiani ed europei parlano di diritti e libertà, i principali diritti sociali affermati dalla nostra Costituzione vengono stracciati.
Mentre I governanti italiani ed europei parlano di democrazia, chiunque contesti o non accetti il loro ordine viene colpito da leggi e misure antisciopero e di polizia sempre più autoritarie.
Mentre parlano di accoglienza, i governanti italiani ed europei e finanziano schiavisti e tagliagole perché fermino i migranti nel deserto. E con le politiche discriminanti e securitarie alimentano razzismo, xenofobia, guerre tra poveri che distolgono dalle vere cause e dal potere sfruttatore.
Mentre i governanti italiani ed europei parlano di pace, aumentano le spese e gli interventi militari e si prepara un esercito europeo di guerra.
I GOVERNANTI ITALIANI ED EUROPEI NASCONDONO LE LORO POLITICHE DI AUSTERITÀ E GUERRA DIETRO UNA MONTAGNA DI FALSE NOTIZIE, PER ROMPERE LA BOLLA DI BUGIE NELLA QUALE VOGLIONO FARCI VIVERE.
BISOGNA PORTARE NELLE STRADE LA VERITÀ!
Il 10 novembre le lavoratici ed i lavoratori sciopereranno per il posto di lavoro, i contratti, i diritti. Noi siamo e saremo con loro nello sciopero e il giorno successivo, l’11 novembre, a Roma in una grande manifestazione nazionale per dire NO alle ingiustizie che ci colpiscono e alle falsità che le coprono e per:
– L’abolizione completa delle 4 leggi infami: Jobsact, legge Fornero, Buona scuola, leggi di polizia Minniti Orlando.
– Per il lavoro dignitoso con contratti veri, contro le paghe di fame, il supersfruttamento, la schiavitù.
– Per nazionalizzare banche e settori produttivi strategici, per l’intervento pubblico nella economia e per il rifiuto di tutti i vincoli di bilancio imposti dalla Unione Europea. Per la disdetta immediata del trattato CETA. Lavoro e reddito per tutte e tutti.
– Per il rilancio delle stato sociale, della sanità, della scuola, delle pensioni pubbliche. Per dare la casa a chi non ce l’ha.
– Per il taglio immediato delle spese militari e il ritiro delle truppe all’estero.
– Per un piano straordinario di lotta alla povertà finanziato dai ricchi, dalle banche e dalle multinazionali, che fermi le guerre tra poveri e garantisca diritti e dignità a tutti, nativi e migranti.
– Per la solidarietà e l’eguaglianza contro la violenza di sesso, il razzismo, l’oppressione di classe.


PER APPLICARE QUELLA COSTITUZIONE CHE UN ANNO FA ABBIAMO DIFESO E CHE I GOVERNI E LE POLITICHE DELLA UNIONE EUROPEA STANNO DISTRUGGENDO. 
11 NOVEMBRE TUTTE E TUTTI IN CORTEO A ROMA.




23 anni di R-Esistenza del circolo agorà – Cena di autofinanziamento

cena per i 23 anni di agorà

sabato 4 novembre 17 

in occasione dei 23 anni di R-Esistenza del circolo agorà 

Cena sociale di autofinanziamento proposta dagli chef del circolo e dal corso di cucina italiana.

Menù della cena

– Tortino di ricotta alle erbe e salsa di pomodoro crudo
– Crostatina di porri e pancetta
– Tagliatelle funghi speck croccante e fonduta di pecorino
– Pollo in fricassea alla toscana e sformato di finocchi
– Tortino di pere e cannella

Costo della cena 25 euro solo su prenotazione: 050500442 – 3383614966 – agorapi@officinaweb.it

Per chi deve rinnovare la tessera: cena + tessera = 35 euro

Al termine della cena brindisi offerto dal circolo per l’inizio del nuovo anno di attività del circolo

Esistere è Resistere, da 23 anni

SOStieni agorà




26 ott. Iniziativa sulle ragioni dello Sciopero Generale e della Manifestazione Nazionale del 10 e 11 novembre

PISA, GIOVEDÌ 26 OTTOBRE ALLE 17,30 PRESSO IL CIRCOLO AGORÀ, INIZIATIVA SULLE RAGIONI DELLO

SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL 10 NOVEMBRE (CON CORTEO A PISA) E DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELL’11 NOVEMBRE

CONTRO LE POLITICHE ECONOMICHE E SOCIALI DEL GOVERNO ITALIANO E DELL’UNIONE EUROPEA

VIA I GOVERNI DELLE BANCHE, DELLA PRECARIETÀ E DEL MANGANELLO.

Parteciperanno LUIGI MARINELLI (USB), SERGIO CARARO (Eurostop), DELEGATI E DELEGATE DELLE AZIENDE PUBBLICHE, PRIVATE E DEL SOCIALE DI PISA E PROVINCIA, TRA CUI: IGIENE AMBIENTALE, AEROPORTO G.GALILEI, CNR PISA, PIAGGIO PONTEDERA, RICHIEDENTI ASILO, PENSIONATI.

Per sostenere lo sciopero del 10 e la manifestazione dell’11 novembre si costituisce anche a Pisa la Piattaforma Sociale Eurostop.

Siamo lavoratori, precari, pensionati, disoccupati, militanti politici e sindacali, operatori culturali del mondo dell’associazionismo locale, richiedenti asilo, che hanno deciso di aderire alla Piattaforma Sociale Eurostop per rispondere al comune bisogno di rappresentare politicamente bisogni, lotte, rivendicazioni e aspettative di vita fuori e contro logiche mercantiliste e di sfruttamento, imposte da un modello sociale ed economico avviluppato in una crisi che stiamo pagando solo noi.

Parliamo del capitalismo e delle sue forme concrete di dominio e comando, che nel nostro continente hanno nomi e funzioni ben precise: l’Unione Europea e la sua moneta, la NATO e le sue basi.

I tre NO sui quali si è costituita la Piattaforma Sociale Eurostop, contro la UE, l’Euro e la NATO sintetizzano questo sistema di potere.

L’Unione Europea non è il Parlamento europeo, che ha una funzione sostanzialmente consultiva. Chi conta a Bruxelles è la cosiddetta “Troika” (Commissione Europea, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale), intenta a costruire una potenza di carattere imperialista, in grado di competere con gli altri giganti mondiali, attraverso politiche di “lacrime e sangue” e di guerra, imposte con la forza ai paesi membri dell’alleanza, soprattutto a quelli del Sud Europa, attraverso la distruzione del welfare e di ogni protezione per i lavoratori, al fine di togliere risorse alle maggioranze in favore delle privatizzazioni, del sostegno a banche e finanziarie, multinazionali, grandi poli industriali e fabbriche di armi.

L’euro è lo strumento monetario di queste politiche.

La NATO, alleanza militare sopravvissuta alla guerra fredda per volontà dell’imperialismo USA, continua a rappresentare un pericolo mortale per la pace, in Europa e nel mondo

Politiche che, attraverso l’inserimento in Costituzione del Pareggio di Bilancio (Art. 81), di cui i “Patti di stabilità” imposti alle amministrazioni locali sono una diretta articolazione, condizionano sempre più negativamente la nostra vita quotidiana, con tagli e ristrutturazioni pesantissimi al sistema sanitario regionale e locale, all’istruzione, all’Università, ai trasporti terrestri e aerei, all’edilizia pubblica, ai sussidi per i disoccupati e per chi non ce la fa più a pagare l’affitto.

La retorica del governo Gentiloni sulla cosiddetta “ripresa economica”, usata a fini propagandistici ed elettorali, nasconde la realtà di un paese prostrato da queste politiche. L’aumento del PIL è direttamente proporzionale ai licenziamenti, ai bassi salari, alla precarietà sempre più diffusa, al lavoro non pagato come nella cosiddetta “alternanza scuola-lavoro” o nel lavoro falsamente volontario per italiani e richiedenti asilo, alle migliaia di morti sul lavoro. Una realtà costruita nella cornice del Jobs Act, dell’abolizione dell’Art. 18 e dell’attacco continuo al diritto di sciopero.

Contro queste politiche vogliamo costruire anche sui nostri territori una coalizione di carattere nuovo, che intende mettere insieme singoli e realtà politiche, sociali, sindacali, culturali, interessati alla battaglia contro nemici comuni, che a livello locale possiamo ben individuare nelle giunte regionali e comunali a guida PD, nel comando delle aziende private o a cosiddetto “controllo pubblico”, nelle baronie che gestiscono Enti, Università e “centri di eccellenza”, nella speculazione edilizia e commerciale, nelle basi militari che infestano il nostro territorio.

Un articolato sistema di potere e di alleanze, contro il quale già ora combattiamo con determinazione, all’aeroporto G. Galilei come alla Piaggio, al CNR come nell’igiene ambientale, all’Università e negli enti pubblici, così come nelle lotte al fianco di precari, richiedenti asilo e pensionati.

Il nostro obiettivo è unire le tante lotte e rivendicazioni che da sole stentano ad affermarsi e ad avere una prospettiva generale, rilanciando l’idea di una società che si emancipi dal capitalismo, per riaprire la via al socialismo, unica vera alternativa al dilagare della ingiustizia sociale e della barbarie.

Lo faremo affiancando, interpretando e tentando di rappresentare le ragioni dei disoccupati, dei senza casa, di chi è sotto sfratto, di chi fugge da guerre e colonialismo, di chi tutti i giorni rischia il posto di lavoro e la vita nei luoghi di lavoro, dei precari che fanno funzionare – con salari da fame e senza diritti – le pubbliche amministrazioni, gli Istituti di ricerca, l’Università, i cosiddetti “centri di eccellenza”, le tantissime piccole e micro imprese private.

Con questo spirito e obiettivi chiediamo a tutti i singoli e alle realtà che condividono il percorso della Piattaforma Sociale Eurostop di unirsi a noi, a partire dalla campagna che sosterrà lo sciopero generale nazionale del 10 novembre e la manifestazione nazionale dell’11 novembre.

Piattaforma Sociale Eurostop – Pisa

Eurostop 26 ottobrePisa




Lavoro mentale e classe operaia. Ragionando con Carchedi

Il saggio di Carchedi su lavoro mentale e internet è un contributo teorico di ottima qualità che ha almeno quattro importanti meriti.

Prima di tutto, grazie ad una comunicazione chiara ed efficace l’autore riesce a rendere accessibile un argomento specialistico e a fornire informazioni sufficienti ad aprire una discussione.

Secondo, ribadisce e conferma la validità dell’analisi marxista e la attualizza, applicandola alle nuove forme di conflitto capitale-lavoro. Infatti, attraverso l’analisi del processo di produzione di Marx l’autore è stato in grado di sviluppare una teoria della conoscenza, stabilirne la materialità e la doppia natura di classe e definire l’intelletto collettivo;

con la teoria del valore applicata a internet arriva invece a chiarire se e come la conoscenza oggi produce valore e plusvalore, e se le distinzioni produttivo/improduttivo e produzione/consumo mantengono la loro validità anche all’interno delle nuove forme di sfruttamento. Da un punto di vista teorico recupera così un fondamentale strumento di comprensione della realtà e, aggiornandolo, fornisce uno stimolo alla discussione anche per quanti, tra i compagni, si sono allontanati dai concetti e dal linguaggio marxista.

Terzo, permette di agire sulla ricomposizione di classe superando la separazione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale. Seguendo l’analisi di Carchedi, lo sfruttamento dei lavoratori mentali da parte del capitale è innegabile ed ha assunto forme nuove, spesso più intense e insidiose: siamo di fronte, ad esempio, non solo ad un aumento delle ore lavorative, ma anche ad un progressivo affievolimento della distinzione tra tempo di lavoro e tempo libero. Non sono rari i casi in cui gli operatori delle nuove grandi aziende della conoscenza debbano non solo erogare ore di straordinario non pagate, ma anche, in virtù dei nuovi dispositivi elettronici che abbiamo ormai tutti, essere sempre disponibili e immediatamente reattivi nel rispondere a email e commenti. Dal punto di vista della prassi, includere i lavoratori mentali nella classe lavoratrice non significa solo allargare la base di riferimento, ma permette anche di organizzare pratiche di lotta efficaci che sappiano inserirsi nei nuovi processi lavorativi, nelle nuove mansioni e nelle nuove forme di controllo.

Infine, si apre ad un interessante approccio interdisciplinare. L’autore utilizza conoscenze recentemente sviluppate in diverse scienze e discipline per confermare e sostenere la propria tesi: propone infatti riferimenti, diretti o indiretti, alle neuroscienze per quanto riguarda l’erogazione di energia umana e la materialità della trasformazione mentale; alla sociologia per fornire dati recenti e reali sulle ricadute sociali dell’aumento dell’intensità del lavoro; all’antropologia per approfondire il tema della natura di classe della conoscenza; e alla psicoanalisi quando parla di interiorizzazione della razionalità del capitale e del passaggio dal controllo del capitale all’autocontrollo dei lavoratori.

Seguendo questo approccio siamo in grado di accedere e collegare un vasto bacino di conoscenze che sono a nostra disposizione, così da entrare nella complessità e approfondire ogni aspetto, proprietà o funzione di uno stesso oggetto di studio. Carchedi sostiene che ogni conoscenza ha doppia natura di classe e che nel processo lavorativo mentale può cambiare la propria razionalità. Se è vero e, come lui, rimaniamo ben saldati al metodo materialista dialettico dell’analisi marxista, allora si apre davanti a noi la possibilità di attingere ai nuovi saperi e alle nuove scienze per usarle nell’analisi, nella lotta di classe e nella teoria di transizione verso il socialismo.

Da Contropiano.org

sulle orme di marx PISAdefinitiva




All’Aeroporto Galilei è macelleria sociale! Sciopero USB il 2 ottobre

usb aereoporto

usb aereoporto2




Comunicato stampa USB sulla situazione alla Revet

NON SI PUO’ MORIRE SUL LAVORO

SABATO 23 SETTEMBRE UN OPERAIO DELLA REVET, FABIO CERRETANI, 
È MORTO MENTRE SVOLGEVA IL SUO LAVORO.

Il castello di norme antioperaie costruito in questi ultimi 20 anni, dalla legge n. 196 del 24 giugno 1997, (pacchetto Treu) sino all’attuale Jobs Act, passando per l’abolizione dell’Art. 18 ha prodotto, oltre ad un impoverimento generalizzato dei lavoratori e ad un aumento della disoccupazione e della precarietà, anche un esponenziale incremento di infortuni e morti sul lavoro. I numeri dell’INAIL parlano chiaro: oltre 1.000 morti e un milione di infortuni ogni anno.

l’Unione Sindacale di Base imputa le responsabilità di questa morte a quelle scelte che permettono un sistema di gestione della filiera di raccolta, trasporto, smaltimento e selezione dei rifiuti che vede coinvolte le

aziende REVET AVR GEOFOR e le amministrazioni comunali di tutta la Provincia di Pisa.

Gli amministratori locali hanno giustificato queste scelte per migliorare i servizi Gli unici a migliorare in questi anni sono stati i redditi dei padroni, dei manager e dei consigli di amministrazione di società a controllo pubblico, trasformandole in luoghi di sfruttamento intensivo della mano d’opera, nel nome della “efficienza” della “produttività” della “competitività”. Anche in questo caso nessuno ha notato miglioramenti nei servizi, ma solo aumenti delle tariffe, ruberie dei “manager” (vedi lo scandalo che ha recentemente coinvolto l’ex dirigenza Geofor), mala gestione.

Le scelte messe in atto da queste aziende portano i loro dipendenti a subire vessazioni psicologiche e veri e propri rischi per la loro incolumità durante la loro attività lavorativa.
Non meno responsabilità hanno le amministrazioni comunali, che pur consapevoli di quanto accade al fine di comunicare ai propri cittadini percentuali fasulle di raccolta differenziata non si occupano della qualità della stessa e delle condizioni dei lavoratori di tutta la filiera dell’igiene ambientale.

COME SINDACATO NON POSSIAMO PIU’ TOLLERARE SIMILI COMPORTAMENTI E RITENIAMO NECESSARIO APRIRE UNA VERTENZA UNITARIA CON LE TRE AZIENDE 
AL FINE DI TUTELARE I LAVORATORI CHE VI OPERANO

APRIREMO LE PROCEDURE PER UNO SCIOPERO IN TUTTE E TRE LE AZIENDE

INFORMEREMO L’OPINIONE PUBBLICA SULLA INEFFICIENZA DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA, BASATA SULLO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI E A DISCAPITO DELLA LORO SICUREZZA

NON CI FERMEREMO FINO A CHE NON CAMBIERA’ RADICALMENTE 
LA CONCEZIONE DI GESTIONE RIFIUTI NELLA PROVINCIA DI PISA

Unione Sindacale di Base
Federazione di Pisa
Via Ubaldo degli Ubaldi 3
050970390 – pisa@usb.it

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6 ott. Seminario su “Il continente Latinoamericano. L’america Latina”

6 ottobre. Seminario su “Il continente Latinoamericano. L’america Latina” 

tenuto da Andrea Vento.

Il seminario si basa su un lavoro autoprodotto dal Giga, il Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati che raccoglie iscritti e simpatizzanti in tutta Italia e che si pone il duplice obiettivo di salvaguardare e valorizzare l’insegnamento della Geografia in ambito scolastico e di diffondere la cultura geografica nella società civile.

Andrea Vento è Docente di ruolo di Geografia economica presso l’I.T.C. “A. Pacinotti” di Pisa, Nel 2013 insieme ad altri colleghi ha fondato il Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati e da alcuni anni è membro del comitato di redazione del quotidiano on-line Pisorno.it in qualità di responsabile della pagina internazionale.


I frequentatori del seminario possono chiedere: CREDITO FORMATIVO CON CERTIFICAZIONE PER L’AGGIORNAMENTO DEI DOCENTI OPPURE ATTESTATO DI FREQUENZA VALIDO COME CREDITO FORMATIVO/SCOLASTICO 
Il testo dell’opuscolo è reperibile sul sito: https://cambiailmondo.org/…/e-book-il-continente-americano…/ Per richiedere il testo, sia cartaceo che digitale, con relative presentazioni, contattare gigamail2014@gmail.com.

Seminario americalatina