Fermare i venti di guerra

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Martedì 29.11 h. 17.30 Circolo agorà Via Bovio 50 Pisa

Fermare i venti di guerra, rilanciare il movimento per la pace.

Tavola rotonda con:
-Giorgio Cremaschi, Potere al Popolo!
-Gregorio Piccini, Partito della Rifondazione Comunista
-Sergio Cararo, Rete dei Comunisti
-Yana Ehm, Manifesta
-Tiziana Nadalutti, Una Città in Comune
-Fausto Pascali, Movimento No Base

L’escalation bellica in Ucraina sembra non avere soluzione. Le cronache quotidiane, come un mantra, parlano del pericolo incombente di conflitto nucleare, quasi a voler abituare le opinioni pubbliche agli scenari catastrofici che questo presuppone.

La postura del passato governo così come di quello attuale è fortemente bellicista. Draghi ha trovato nella Meloni una fedele continuatrice delle sue politiche militariste, che contraddistinguono l’Italia a livello continentale. Non si fermano i voli della morte che dai nostri aeroporti alimentano il conflitto ucraino, sino a fare scuola per le altre aeronautiche, come dimostrato dalle recenti esercitazioni congiunte tra Belgio e Italia a Pisa, dove ha sede la 46°aerobrigata aerotrasportata.
La continuità stretta tra governi sul terreno della guerra conferma che l’esecutivo più a destra della storia repubblicana è perfettamente allineato alle politiche atlantiste ed europeiste. L’unità nazionale del mondo politico italiano intorno alla guerra è garantito. Resta un enorme vuoto di rappresentanza, tra il diffuso sentimento di rifiuto della guerra a livello popolare e il palazzo.
In queste settimane si susseguono iniziative e mobilitazioni sul tema del conflitto ucraino, attraverso manifestazioni, appelli e prese di posizione, finalizzati a dare voce a questo sentimento diffuso.

Come avvenuto in altri momenti in cui la guerra ha segnato i territori di cerniera a orientale tra Europa e Asia (ex Jugoslavia, Kossovo, Georgia, Ucraina) il tema della lotta per la pace deve fare i conti con ambiguità insopportabili, finalizzate a legittimare equilibri politici bipartisan nazionali e sovranazionali che sacrificano il genuino sentimento di milioni di persone, tentando di piegarlo alla realpolitik dell’oggi.

Lottare contro la guerra qui ed ora significa rifiutare con estrema nettezza l’invio delle armi all’Ucraina, adoperarsi concretamente per l’apertura di una fase di trattative tra le parti che blocchi immediatamente il conflitto, disinnescare gli elementi di tensione determinati di un sistema sanzionatorio alla base di un’altra forma di guerra, quella economica contro tutti i popoli europei, all’Ovest come all’Est.

Il silenzio sull’invio di armi all’Ucraina o ancor peggio la sua legittimazione condita dalla retorica mistificante dell’esercizio di resistenza contro un invasore come unica strada per la pace, oltre a stravolgere i dati della Storia e degli eventi che si susseguono dal 2014 in quel martoriato paese, legittima solo la continuità di un conflitto che ci sta conducendo velocemente verso la terza guerra mondiale. Nel contesto ucraino non esistono alleati per il movimento contro la guerra, se non i popoli che subiscono da oltre otto anni la violenza dei bombardamenti e delle distruzioni.
Di fronte a questo scenario, occorre ridare slancio alla mobilitazione contro la guerra su posizioni chiare, condivise e comprensibili a tutt*.

I movimenti che si battono contro la militarizzazione dei territori, come a Pisa contro la base dei GIS dei carabinieri, l’associazionismo laico e cattolico sempre in prima fila contro le guerre, le realtà studentesche e giovanili in lotta contro la “guerra interna” fatta di tagli e morti per alternanza, i sindacati di classe che bloccano il trasporto di armi da porti ed aeroporti e che hanno indetto uno sciopero generale per il 2 dicembre contro l’economia di guerra, l’invio di armi e l’aumento delle spese militari, le forze politiche coerentemente impegnate sul No alla guerra e all’invio delle armi in Ucraina, alla NATO e all’euro atlantismo devono confrontarsi con la massima franchezza sulle cause del bellicismo dilagante costruendo autonomi momenti di riflessione e mobilitazione con l’obiettivo di evidenziare e superare contraddizioni e ambiguità del timido neo-movimento per la pace.
L’iniziativa di martedì 29 novembre ha questo obiettivo.

Potere al Popolo! Pisa – Partito della Rifondazione Comunista fed. Pisa
Per Unione Popolare