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Agora Pisa
UNO SPAZIO ADEGUATO PER IL PROGETTO REBELDIA PDF Stampa E-mail


SPOSTARE LE PRIORITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PISANA

 
Seguiamo con grande preoccupazione ed un certo sgomento la vicenda del Progetto Rebeldia.
Il percorso che ha portato allo stallo di questi giorni sul dove e sul come ricollocare l’attività di Rebeldia è in qualche modo una cartina di tornasole della situazione politico/amministrativa in città, contrassegnata da scelte molto chiare sugli orientamenti generali di sviluppo della città, ma che poi, nelle parole di alcuni consiglieri comunali di maggioranza ed Assessori all’assemblea svoltasi lo scorso 30 giugno nella sala del Dopo Lavoro Ferroviario, si perde in rimpalli con l’Università di Pisa.
 
Le ultime Giunte comunali susseguitesi alla guida della nostra città non hanno avuto e non hanno alcun dubbio nell’indicare grandi piani di sviluppo urbanistici e quindi economici per il territorio, attraverso il "Piano Integrato Urbano di Sviluppo Sostenibile", il porto a Marina, l’ipotesi di sviluppo della Darsena pisana con l’ampliamento del canale dei Navicelli, il mega parcheggio che da anni blocca Piazza Vittorio Emanuele, il progetto Sesta Porta, ed altri ancora.
Progetti tanto ambiziosi quanto controversi, sui quali realtà associative, sindacali, politiche e di tecnici hanno preso posizioni diverse in questi anni e mesi.
Il decisionismo e l’intraprendenza dell’Amministrazione comunale in termini di trasformazione del territorio attraverso questi mega progetti edilizi e di sviluppo socio / economico si arena però di fronte alla risposta da dare ad un progetto associativo che riunisce oltre 30 associazioni, rappresentative di un pezzo importante del tessuto democratico cittadino.
 
Non è questo un macroscopico squilibrio tra interessi da sostenere e privilegiare nella gestione di un territorio? Il Sindaco di una città è, come si suole dire, il rappresentante degli interessi generali oppure, come emerge sempre più in questi anni sotto varie Amministrazioni, della sua parte “forte” in termini di potere economico e di rappresentanza di corporazioni industriali, imprenditoriali e commerciali?
 
A questa domanda ognuno, legittimamente, può dare la risposta che crede. Noi pensiamo che la realtà delle cose parli da sola.
Occorrerà spostare – e di molto - gli equilibri delle politiche amministrative locali, a favore della parte debole della società, che anche a Pisa si sta affollando di un numero sempre più grande di soggetti, altrimenti la polarizzazione tra interessi è destinata a crescere sempre più.
 
Rispondere positivamente alla legittima richiesta di Rebeldìa di avere uno spazio adeguato alle attività delle sue 30 associazioni sarà un segnale in questo senso, che il circolo agorà, insieme con una foltissima platea di realtà, si attende da quest’amministrazione.
 
Il Direttivo del circolo agorà di Pisa
2 luglio 2010
 
 
 
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