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GAZA FREEDOM MARCH PDF Stampa E-mail

Il circolo agora' di Pisa solidarizza con gli oltre 1.400 pacifisti di 43 paesi diversi confluiti in Egitto in questi giorni per la GAZA FREEDOM MARCH, a un anno dal massacro israeliano a Gaza.
Sia garantita la sicurezza per i pacifisti e il loro diritto a marciare al fianco del popolo palestinese, ostaggio nella piu' grande prigione a cielo aperto del mondo.

Circolo agora'
Via Bovio 48/50
56124 Pisa
050500442 3384014989
www.agorapisa.it

Gaza Freedom March: 1 gennaio 2010 in corso manifestazione all’ambasciata israeliana al Cairo
 
La Marcia internazionale per la libertà di Gaza non riposa neanche il primo dell’anno, e dopo la giornata di ieri segnata dalle violente cariche della polizia contro gli attivisti che avevano tentato di manifestare nel centro del Cairo oggi in 400 sono tornati in piazza e si sono concentrati davanti al grattacielo che ospita l’ambasciata di Israele nel quartiere di Giza, lo stesso dov’è situata la rappresentanza diplomatica francese di fronte alla quale da ormai cinque giorni centinaia di manifestanti d’oltralpe sono accampati per protestare contro il divieto egiziano di poter entrare nella striscia di Gaza.
Raggiunta telefonicamente Mila Pernice, del Forum Palestina, riferisce che circa 400 attivisti – per lo più italiani e francesi, ma anche scozzesi – sono arrivati sotto il grattacielo intorno alle 11.00 ora locale con bandiere palestinesi, cartelli, striscioni e gridando slogan contro l’assedio a Gaza, per la libertà della Palestina, contro il governo egiziano complice dell’affamamento della popolazione palestinese. Sui cartelli si può leggere “Free Gaza”, “Boycott Israel”, “Break the siege to Gaza” mentre uno striscione recita in francese “Israele stato sionista, fascista, terrorista”.
Rispetto alla dura repressione di ieri il comportamento delle forze di sicurezza egiziane è stato molto più morbido, almeno fino al momento in cui scriviamo: i primi funzionari di Polizia sono arrivati sul luogo della manifestazione solo 15 minuti dopo l’arrivo dei manifestanti, e poco dopo sono giunti i reparti antisommossa, che hanno circondato con i loro cordoni gli attivisti ma per ora tenendosi ad una relativa distanza. Forse la relativa tolleranza di oggi è il risultato delle proteste che in tutto il mondo hanno preso di mira il governo egiziano dopo l’aggressione subita ieri dai manifestanti nei pressi del Museo Egizio da parte dei reparti antisommossa.
Alla manifestazione di oggi stanno partecipando anche un gruppo di attivisti e attiviste israeliane che sono giunte al Cairo ieri pomeriggio per unirsi ai 1400 internazionalisti presenti in Egitto a partire dal 25 dicembre scorso per dar vita alla Gaza Freedom March il cui intento prioritario è rompere l’assedio israeliano-egiziano alla Striscia di Gaza, ricordare i 1400 palestinesi morti durante i bombardamenti dello scorso anno e consegnare alla martoriata popolazione palestinese gli aiuti umanitari, scolastici e sanitari raccolti nei 42 paesi che aderiscono all’iniziativa.
Mila Pernice racconta che gli automobilisti che passano vicino alla manifestazione esprimono vistosamente la loro approvazione nei confronti della protesta suonando il clakson, mostrando le dita a forma di V per Vittoria, salutando. Oggi e ieri praticamente tutti i quotidiani egiziani, compresi quelli legati al regime di Mubarak, dedicano le prime pagine alla Marcia Internazionale e ai suoi obiettivi. Un nuovo importante risultato che premia la fermezza e la tenacia degli internazionalisti.
 
 
 
Torino . Avviate le prime iniziative di boicottaggio del turismo italiano in Egitto
Ieri 28 dicembre 2009, a Torino abbiamo iniziato una azione di boicottaggio dell'Egitto e della sua politica di corresponsabilità con Israele nell'opprimere ed affamare il popolo di Gaza -vedi la annunciata costruzione della barriera per impedire il passaggio di viveri e materiali verso Gaza e vedi le gravi forme di ostruzionismo del Governo Egiziano contro i convogli della Freedom March.
Tutto questo non può essere tollerato. Abbiamo contattato due agenzie di viaggi, fra cui la ETLI della CGIL, ed abbiamo consegnato loro un volantino di protesta contro l'attegiamento inqualificabile dell'Egitto.
Abbiamo poi volantinato davanti alle agenzie, con cartelli e bandiere,invitando le persone a scegliere viaggi alternativi all' Egitto.
Andremo avanti nei prossimi giorni con altre agenzie ed il Museo Egizio.

Assemblea Freepalestine Torino

 www.forumpalestina.org
 
Proteste in Italia contro l’Egitto che blocca gli attivisti diretti a Gaza.
 

(RCA). Roma . Manifestazione di protesta questa mattina a Roma davanti all’Ufficio del Turismo dell’Egitto in via Bissolati. E’ solo l’ultima in ordine di tempo di quelle messe in piedi in queste ore in diverse città italiane. L’obiettivo dei manifestanti che hanno affisso bandiere palestinesi, megafontato e distribuito volantini è quello di mettere “sotto pressione” il governo egiziano che ha bloccato questa mattina i 1.400 attivisti giunti da 42 paesi (140 sono gli italiani) al Cairo e che stanno cercando di raggiungere il valico di Rafah – al confine tra Egitto e la Striscia di Gaza- per poter entrare nella Striscia in occasione del primo anniversario devastanti bombardamenti israeliani dell’Operazione Piombo Fuso che portarono all’uccisione di 1.400 palestinesi (in larghissima parte civili tra cui donne e bambini). Gli attivisti della Gaza Freedom March intendono partecipare alle manifestazioni organizzate dai palestinesi nella Striscia di Gaza per ricordare il massacro di un anno fa, ma le autorità egiziane hanno bloccati i pullman e non li lasciano partire.

Questa mattina ci sono stati attimi di tensione al Cairo tra la delegazione italiana e la polizia egiziana quando gli attivisti di Forum Palestina hanno scaricato i loro bagagli in mezzo alla strada bloccando la circolazione. Una delegazione degli attivisti italiani ha poi raggiunto l’Ambasciata italiana al Cairo dove ha consegnato un documento di protesta. Altri attivisti - quelli del convoglio VIva Palestina tra cui alcuni italiani - sono invece bloccati nel porto giordano di Aqaba perchè le autorità egiziane negano il permesso di sbarcare sul territorio dell'Egitto.

Ieri si è manifestato anche in altre città italiane come Torino (dove ha sede il Museo Egizio), a Bergamo, Varese, Cagliari, Napoli e Palermo. Oggi oltre a Roma è prevista una iniziativa a Milano e nei prossimi giorni a Bologna. Gli attivisti che hanno manifestato davanti all’ufficio del Turismo egiziano a Roma hanno annunciato che se la situazione al Cairo non si sblocca procederanno a nuova proteste verso le autorità egiziane fino a ventilare una campagna di boicottaggio del turismo italiano in Egitto, la principale fonte di introiti dell’economia egiziana. (SC)

 
A seguire, il comunicato stampa della Gaza Freedom March su Hedy Epstein tradotto in italiano.

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COMUNICATO  STAMPA DELLA GAZA FREEDOM MARCH

contatto: Hedy Epstein
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Oggetto: Hedy Epstein, una sopravvissuta all'Olocausto di 85 anni, inizia lo sciopero della fame per protestare contro la chiusura della Striscia di Gaza.

Hedy Epstein, una pacifista di 85 anni sopravvissuta all'Olocausto, ha annunciato di aver iniziato lo sciopero della fame per protestare contro il rifiuto del Governo Egiziano di consentire ingresso a Gaza ai partecipanti della 'Freedom March'.

La Signora Epstein fa parte di una delegazione di internazionali provenienti da 43 paesi, che si sarebbero uniti a migliaia di Palestinesi in una marcia non violenta che dal Nord della striscia avrebbe raggiunto Eretz, il confine con Israele, chiedendo la fine dell’assedio. L’Egitto sta impedendo ai manifestanti di lasciare il Cairo, costringendoli a trovare vie alternative per dar voce alla propria protesta.

La signora Epstein rimarrà davanti all’edificio dell’ONU nel World Trade Center (Cornish al-Nil 1191, il Cairo) per tutta la giornata, insieme ad altri 10 attivisti che come lei hanno iniziato lo sciopero della fame. “E’ importante che la popolazione sotto assedio di Gaza sappia che non è sola. Voglio poter dire alla gente che incontrerò nelle strade di Gaza che rappresento molti nella mia città e negli USA che sono indignati per le politiche adottate da Israele, USA e Europa nei confronti dei Palestinesi e che siamo sempre di più a pensarla cosi” dice la Epstein.

Nel 1939, a soli 14 anni, per fuggire alla persecuzione nazista la Epstein fu mandata in Inghilterra dai genitori attraverso il programma chiamato Kindertransport. Epstein non rivide più i suoi genitori che morirono ad Auschwitz nel 1942. Finita la guerra, lavorò come analista ai processi di Norinberga contro i dottori nazisti che avevano eseguito ricerche mediche sperimentali su i prigionieri dei campi di concentramento. 

Dopo essersi trasferita negli USA, la Epstein si è dedicata alla causa della pace e della giustizia. Diversamente da molti sopravvissuti all’Olocausto, una delle cause che ha abbracciato è quella Palestinese. Ha viaggiato in Cisgiordania, ha raccolto aiuti umanitari e ora vorrebbe poter entrare a Gaza.

    Per ulteriori informazioni:
    Ann Wright, Egypt (19) 508-1493
    Ziyaad Lunat,  Egypt +20 191181340
    Medea Benjamin, Egypt +20 18 956 1919
    Ehab Lotayef, Egypt +20 17 638 2628