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Ad un anno da Piombo Fuso aumentano le malformazioni tra i nascituri di Gaza, a Tel Aviv nuove minacce ai deputati palestinesi PDF Stampa E-mail

    
Redazione Radio Città Aperta

Durante una intervista alla tv israeliana il leader del partito arabo Balad, Jamal Zahalka, ha affermato che durante l’operazione Piombo Fuso, un anno fa, il ministro della difesa Ehud Barak "ascoltava musica classica e al tempo stesso uccideva bambini palestinesi". "Il loro sangue urla dalla terra", ha insistito il parlamentare verso il quale si sono immediatamente rivolti gli strali dell’intervistatore Dan Margalit, direttore del quotidiano (filo-Likud) Israel ha-Yom che gli ha gridato “Sfacciato. Lasci subito questo studio". Ad alcuni giorni dall'episodio, il video dell'intervista troncata resta uno dei più visionati nei siti internet di Israele. Oggi, su richiesta del partito 'Israel Beitenu' di Avigdor Lieberman, la questione della "fedeltà' allo stato di Israele dei deputati arabi alla Knesset è stata esaminata da una commissione ministeriale. L'anno scorso la questione era stata uno dei punti qualificanti della campagna elettorale del partito di estrema destra sionista Israel Beitenu. Idealmente, sul 'banco degli accusati' con Zahalka ora siede un altro deputato arabo della Knesset, Taleb a-Sana del partito Raam-Taal. Durante una recente manifestazione di protesta contro il blocco della striscia di Gaza, a-Sana ha rilanciato col proprio cellulare un messaggio di saluto agli arabi israeliani (cioè i palestinesi del ‘48) del leader di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh: un nemico giurato di quello che si definisce e viene definito lo ‘stato ebraico’."Quel telefono è pagato dai contribuenti israeliani!", si è indignato il deputato David Rotem di Israel Beitenu un cui dirigente,
il ministro della polizia Yitzhak Aharonovic, ha chiesto al consigliere legale del governo di verificare se sia possibile revocare l'immunità di a-Sana.
Il partito di Lieberman ha già messo a punto una proposta di legge che intende emendare la formula di giuramento dei deputati della Knesset. Finora essi dovevano impegnarsi "ad essere fedeli allo stato di Israele e alle sue leggi". Rotem propone una formula ancora più assurda: "Mi impegno ad essere fedele ad Israele come Stato ebraico, sionista e democratico, fedele ai suoi valori, fedele ai suoi simboli". In parlamento ci sono tre partiti prevalentemente arabi, forti di 11 deputati su un totale di 120. Alle scorse elezioni si era tentato in ogni modo di impedire che tali partiti potessero presentare le loro liste, ma poi la cosa era rientrata. Ed ora la destra sionista torna alla carica. L'emendamento di Israel Beitenu, ha dichiarato a-Sana, "è un tentativo di legittimare quell'essere immondo rappresentato dal connubio di fascismo e razzismo". Come si può pretendere dai palestinesi annessi nel 1948, che rappresentano circa il 20% della popolazione - si è chiesto retoricamente il deputato arabo - che siano animati da uno spirito sionista? Deludendo Israel Beitenu, la commissione ministeriale non ha tuttavia concesso oggi l'atteso via libera all'emendamento proposto da Rotem. Ma la decisione è solo stata delegata alla 'direzione della coalizione'. Ma l’opinione pubblica ebraica di Israele vuole la testa dell’opposizione parlamentare palestinese: secondo un sondaggio solo indicativo del sito web 'Walla' l'80% ritengono che i deputati palestinesi siano troppo acquiescenti di fronte a Hamas, e vadano fermati.

Intanto a distanza di poco più di un anno esatto dall’inizio di Piombo Fuso, i suoi effetti nefasti si fanno ancora sentire. Giungono, infatti, notizie su diverse nascite e malformazioni di bambini che vengono alla luce con organi vitali incompleti. Lo affermano fonti dell’ospedale Shifa, al quale molte donne chiedono assistenza per partorire. Confrontando i dati delle nascite avvenute nel terzo trimestre del 2009 con gli stessi mesi del 2008, sono stati registrati aumenti notevoli del numero di malformazioni tra i neonati della zona. Raffrontando i tempi delle nascite con quelli dei bombardamenti che hanno interessato la Striscia di Gaza tra dicembre e gennaio dell’anno scorso, nascono inquietanti dubbi su quali sostanze chimiche abbiano sganciato gli israeliani sulla piccola striscia di terra. Alcune ipotesi spingono addirittura a sospettare, senza avere riscontri oggettivi, l’utilizzo di armi chimiche ‘testate’ da parte dell’esercito della Stella di David al fine di osservarne gli effetti sulla popolazione in generale e sulle future nascite. Ovviamente è difficile provare scientificamente il nesso, anche se i tempi coincidono perfettamente e l’uso di fosforo bianco lanciato in quelle bombe è appurato dalle immagini di quei giorni tremendi. Tra le malformazioni e i problemi clinici legati ai bambini in questione, in particolare si registrano anomalie cardiache, del sistema nervoso, con comunque una forte tendenza ad anormalità interne e senza tangibili segni esterni o epidermici.

La situazione è ancor più tragica se si pensa che la Striscia di Gaza è praticamente isolata dal mondo esterno e gli accertamenti di routine che potrebbero essere realizzati normalmente in qualsiasi situazione normale sono di fatto esclusi. I medici si trovano a dover fronteggiare il problema medico con scarsissimi mezzi a loro disposizione.