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L’attuale amministrazione comunale di Pisa pare intenzionata a rescindere la convenzione con la Biblioteca Franco Serantini. S’intende così tagliare un contributo economico insignificante per un Comune che gestisce ogni anno milioni di euro, ma essenziale per una realtà culturale di primo ordine, conosciuta a livello nazionale ed internazionale per la sua produzione editoriale, per le iniziative culturali, per le importanti attività divulgative e scientifiche, per la preservazione della memoria storica della e nella nostra comunità.
In una situazione di crisi economica come quella che stiamo attraversando, a causa di un sistema economico evidentemente incapace di rispondere ai problemi delle grandi maggioranze, ben altri potrebbero e dovrebbero essere i risparmi pubblici. L’elenco delle voci di bilancio comunale da poter tagliare a tutto giovamento dell’economia, delle attività sociali, dell’integrazione e delle iniziative culturali sarebbe molto lunga, ma non è questo il contesto per polemiche sulle scelte economiche della amministrazione locale.
C’interessa invece evidenziare la sperequazione tra l’esigua somma tagliata alla BFS e l’enorme danno ad un patrimonio che travalica i confini della nostra provincia, sperequazione che c’impone di porre a tutti l’interrogativo su un orientamento a dir poco discutibile.
Ferire mortalmente il funzionamento di una Biblioteca che, nel nome, ripara in parte l’ingiustizia commessa nel 1972 contro un giovane massacrato dalla polizia di Stato in Lungarno Gambacorti e fatto morire dopo due giorni di agonia nel carcere di Don Bosco rischia di apparire qualcosa di più di un semplice atto di insensibilità politica e culturale.
Con tutta evidenza la ferita inferta a questa realtà storica pisana sarebbe non solo economica, ma soprattutto di legittimità e di riconoscimento. Un riconoscimento, quello per la BFS, che va ben al di là delle varie Giunte che si susseguono alla guida di Palazzo Gambacorti, ma che affonda le sue radici nella memoria stessa della città.
Le esigue risorse che s’intendono tagliare alla Biblioteca rappresenterebbero una scelta politica profondamente sbagliata, che offenderebbe tanti cittadini scesi in piazza ogni anno, per 37 anni, a ricordare Franco Serantini.
Per questo chiediamo agli amministratori locali di tornare sui propri passi.
Confermare una convenzione e quindi un sostegno economico alla Biblioteca Franco Serantini è una scelta giusta, saggia ed in linea con i sentimenti di tanta parte della città di Pisa.
Il Direttivo del Circolo agorà di Pisa
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