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Per lo stabiimento di Termini Imerese, la Fiat mette sul tavolo i numeri dell'eventuale impatto sociale. Su 1.658 lavoratori diretti dell'impianto (altri 307 sono nell'indotto) la Fiat - al tavolo al ministero - ha sottolineato che ce ne sono 806 che hanno almeno 31 anni di anzianità aziendale: ciò significa che, con 4 anni di indennità di mobilità corta, potrebbero essere avviati al pensionamento di anzianità. "Non si è mai parlato di mobilità. La Fiat si è limitata a fornire dati tecnici oggettivi relativi allo stabilimento e ai lavoratori del gruppo a Termini Imerese" hanno precisato fonti del Lingotto. Intanto non si è ancora parlato delle proposte industriali: sono confermate sette manifestazioni di interesse per il sito siciliano ed è stato scelto l'advisor per valutarle: è Invitalia. La Fiat esclude che possa mettersi a fare altre cose che non siano automobili e che possa mettere soldi per il disimpegno di Termini Imerese, piuttosto preferisce cedere la fabbrica 'a zero lire'. Sarebbe poi stata offerta dal governo una ipotesi di 6 mesi di incentivi ma la risposta della Fiat é stata no, perché - secondo Montezemolo - non garantirebbe continuità, come invece in Francia dove sono stati garantiti 18 mesi. E perché, quando finiscono gli incentivi, "c'é un crollo della produzione, i benefici si perdono di colpo ed è un errore già commesso con il governo Prodi". Il Lingotto, poi, non avrebbe gradito gli accostamenti al caso di Alcoa: la Fiat non prende i soldi e scappa.
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