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Sono più di 8 milioni i lavoratori "in sofferenza", quasi 350mila hanno già perso il lavoro in un anno PDF Stampa E-mail

 

 
Lo scorso anno, nell'area del lavoro dipendente, circa 8,7 milioni di persone pari al 44% si sono trovati in una situazione di disagio vivendo forme di sofferenza e insicurezza diverse, collegate al lavoro e alla difficoltà di rientrare o entrare per la prima volta nel mercato. E' quanto emerge dal terzo rapporto della Uil sul 'disagio occupazionale nel paese, nelle regioni e nelle province nel 2009'. Lo studio si riferisce alle persone che nel 2009 hanno cercato lavoro, a quelli che avevano un'attività non stabile, ai cassintegrati e agli irregolari. Secondo lo studio della Uil, in Italia si sono persi 348mila posti di lavoro (-1,5% rispetto al 2008), frenando una crescita dell'occupazione in costante aumento negli ultimi dieci anni. Oltre 1,9 milioni sono le persone in cerca di un lavoro con un aumento del 14,5% rispetto all'anno precedente; mentre diminuisce dell'1% il tasso di occupazione attestandosi al 57,7% e aumenta dell'1% il tasso di disoccupazione (7,8%), tornando entrambi ai valori del 2005. Lo studio della Uil sottolinea che "emerge uno spaccato interessante in cui il dato del massiccio ricorso alla cassa integrazione nel Nord pesa molto sui dati definitivi. Infatti, se gli indici mercato del lavoro e lavoro sommerso vedono un Mezzogiorno arrancare rispetto al Centro-Nord, dalla combinazione di questi con l'indice della cassa integrazione ne emerge una nuova fotografia della crisi". La classifica definitiva del disagio mostra segnali evidenti di come la crisi nel Mezzogiorno abbia prodotto una forte emorragia di perdita di posti di lavoro dipendente (-141mila). Il forte utilizzo degli ammortizzatori sociali nel Centro-Nord ha invece contribuito a contenere gli effetti negativi della crisi sull'occupazione. Sono dieci le regioni che nel 2009 sono sopra la media nazionale: le 8 regioni del Mezzogiorno, il Piemonte che guida la classifica del disagio del 2009, salendo di 6 posizioni rispetto al 2008, e la Lombardia che dal 13esimo posto del 2008 sale all'ottavo lo scorso anno. Al secondo posto c'è l'Abruzzo, che scala 8 posizioni rispetto al 2008, seguito dalla Basilicata che abbandona il triste primato dell'anno precedente. Agli ultimi posti ci sono Trento, Bolzano ed Emilia Romagna. La crisi ha pesato innanzitutto sui lavoratori deboli: il lavoro a termine, nelle sue varie articolazioni, a partire dal tempo determinato, che diminuisce del 7,6% rispetto all'anno precedente (-77mila lavoratori) alla somministrazione, che subisce un decremento del 36,3% (-117mila lavoratori) e ai collaboratori, questi ultimi in diminuzione del 13,6% rispetto al 2008 (-68mila unità). Tiene il numero di lavoratori assunti con contratto più stabile che la crisi ha però colpito come altri. Tanto è vero che per la prima volta, negli ultimi 10 anni, l'occupazione dipendente diminuisce (-0,1% rispetto all'anno precedente pari a 22mila unità), però attraverso soprattutto l'utilizzo massiccio alla cassa integrazione.