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Sionisti imbestialiti per le dichiarazioni di Scandar Copti, regista del film "Ajami"
Candidato all'Oscar per la categoria della migliore opera straniera, il film Ajami e' balzato al centro di aspre polemiche dopo che il suo co-regista arabo Scandar Copti ha dichiarato di non identificarsi affatto con lo Stato di Israele, che pure lo ha finanziato con due milioni di shekel (circa 400 mila euro). ''La qualifica di 'film israeliano' e' puramente tecnica, ma io non sono 'la Nazionale israeliana' e non rappresento Israele'', ha detto in una bruciante intervista televisiva. ''In Ajami - ha proseguito Copti - ci sono un regista israeliano, Yaron Shani, e uno palestinese, ci sono attori palestinesi e attori israeliani. Il film, tecnicamente, rappresenta Israele. Ma io, no''. Ajami e' ambientato in un rione di Jaffa, il sobborgo arabo dell'affluente Tel Aviv, e mostra scene molto realistiche di degrado sociale, violenza e crimine. In Israele ha gia' raccolto un vasto successo di pubblico, con incassi record. In quel rione Copti e' nato e cresciuto, assieme agli attori arabi dilettanti del film, che interpretano se stessi. Due settimane fa, proprio come in una scena del film, suo fratello e' stato protagonista ad Ajami di una dura colluttazione con agenti della polizia, conclusasi con il suo arresto. Ieri a Jaffa si e' anche avuto un corteo di protesta ''contro la violenza degli agenti''. In Israele le dichiarazioni di Copti ha destato grande scompiglio. La ministra della cultura Limor Livnat (Likud) lo ha invitato a riflettere sul fatto che ''non sarebbe arrivato al tappeto rosso di Hollywood senza l'aiuto del governo israeliano''. Un deputato nazionalista ha subito suggerito che per evitare sorprese artisti finanziati da fondi pubblici sottoscrivano d'ora in poi un ''impegno di fedelta' ''.Un altro regista israeliano, Uri Barabash, ha accusato Copti di aver rasentato ''l'antisemitismo'' con le sue dichiarazioni anti-israeliane ''che oggi sembrano essere molto di moda nel mondo''.
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