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Il comitato esecutivo dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) ha approvato ieri una proposta per permettere al presidente Mahmoud Abbas di avviare negoziati indiretti con Israele attraverso la mediazione degli Stati Uniti. Fonti palestinesi hanno tuttavia avvertito che si ritireranno dai colloqui – che segnano la ripresa delle trattative dopo un’interruzione di 15 mesi – se i punti essenziali di un accordo sui confini non emergeranno entro quattro mesi. «Questo processo di pace non può andare avanti per sempre – ha detto il negoziatore palestinese Saeb Erekat – Adesso è il momento delle decisioni». L’annuncio formale sull’avvio dei negoziati indiretti, i cosiddetti «proximity talks», potrebbe arrivare oggi, in coincidenza con l’arrivo in Israele del vice presidente americano Joe Biden. Mentre l'OLP e la Lega Araba riaprono la strada ai negoziati indiretti, Israele proprio oggi ha dato il via libera alla costruzione di 112 nuove case nella colonia di Beitar Ilit, in Cisgiordania, nonostante le affermazioni sul "congelamento parziale delle costruzioni negli insediamenti" avanzate dal governo Netanyahu. Lo ha annunciato oggi alla radio il ministro dell'Ambiente israeliano Gilad Erdan. "Alla fine dello scorso anno il governo ha deciso il congelamento delle costruzioni, ma questa decisione prevede due eccezioni in caso di problemi di sicurezza delle infrastrutture nei cantieri aperti prima del congelamento", ha spiegato Erdan alla radio militare. "Questo è il caso di Beitar Eilit", una colonia nei pressi di Betlemme, ha aggiunto il ministro.
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