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DALLA PARTE DEI LAVORATORI DELLA FIAT PDF Stampa E-mail

Alla FIAT di Pomigliano D'Arco è in gioco il futuro di tutti i lavoratori italiani. L'accordo che Marchionne, partiti e sindacati vogliono imporre agli operai diverrà norma per tutti i luoghi di lavoro.
 
Pubblichiamo di seguito un volantino della RSU COBAS FIAT MIRAFIORI come atto di solidarietà ai lavoratori di Pomigliano D'Arco e di sostegno alla dignità ed alla libertà di tutti i lavoratori.
 

 
SI ALLA CENTRALITÀ DEL LAVORO NO ALLO SCHIAVISMO IMPOSTO DA MARCHIONNE
 
L’italoamericano, il cosiddetto “uomo della provvidenza”,
• dopo aver estratto dal nostro lavoro, in questi ultimi anni, una montagna di profitti (anche nel 2009, anno di crisi),
• dopo aver promesso, in occasione dell’accordo con la Chrysler, che non avrebbe in nessun modo ridimensionato la produzione in Italia,
• dopo aver deciso di chiudere Termini Imerese, nonostante Scajola (ora scomparso) ricordasse che la Fiat, diversamente da tutti gli altri paesi
europei e malgrado i consistenti aiuti dello stato produceva in Italia meno di quanto vendesse,
• ora minaccia di chiudere anche Pomigliano, se non accettiamo le condizioni che ci impone.
Sappiamo bene dove vuol arrivare.
Stretto dalla morsa degli impegni presi al di là dell’Atlantico vuole aumentare in Italia la flessibilità, la produttività e di conseguenza i profitti,
chiedendoci di accettare condizioni di lavoro e di vita che sono molto più vicine a quelle dei lavoratori cinesi, cioè a quelle che erano costretti ad
subire i nostri nonni, prima degli anni settanta.
Non solo, pretende che sia la stragrande maggioranza dei lavoratori a dire SI al suo ricatto, per avere così l’avvallo politico a perseguire con
provvedimentii disciplinari, con i licenziamenti, quella minoranza che non si assoggetterà alle sue condizioni e che magari proverà a scioperare o,
molto più semplicemente, per colpire coloro i quali, non reggendo i nuovi ritmi, si ammaleranno.
La Marcegaglia e tutta la Confindustria ovviamente sono d’accordo e sperano in una nostra accettazione delle richieste Fiat:
immediatamente si estenderebbero le condizioni Fiat a tutte le fabbriche d’Italia.
Il governo ed il Parlamento non solo accelererebbero la modifica all’art. 18, ma provvederanno a emanare subito nuove leggi
antioperaie. E dai maggiori profitti della Fiat ricaverebbero nuove rendite per meglio mantenere le insaziabili clientele dei partiti,
affaristi, escort, ecc.
Ma noi ormai conosciamo bene questo personaggio, oggi promette una cosa, domani ne fa un’altra. Quant’anco oggi
accettassimo tutto il piano “A” domani, per colpa del mercato o di qualche altro santo, se vorrà chiudere qualche altro stabilimento, lo chiuderà.
Ne sappiamo qualcosa noi di Mirafiori: politici, rappresentanti della Fiat, sindacalisti da sempre ci hanno detto che Torino ha ed
avrà sempre un ruolo importante nella città ed in Fiat. Risultato? Da 60.000 siamo rimasti in 6.000, mai sostituito il turnover.
Le porcherie che sono contenute nel Piano Fiat dovrebbero fare ribellare ed inorridire anche il più moderato e bisognoso dei lavoratori.
Bene ha fatto la Fiom a non rendersi complice dello scellerato accordo che è stato siglato da Fim, Uilm, Fismic ed Ugl sulla pelle dei lavoratori di Pomigliano.
Male ha fatto Epifani, segretario uscente della CGIL, a richiamare all’ordine e invitare la Fiom a firmare.
I veri irresponsabili sono proprio chi firma. Codesti personaggi fingono di non sapere di quale è la portata della sconfitta che stanno portando per l’intera classe operaia.
Il danno irreversibile che stanno producendo ricadrà sul futuro dei nostri giovani e dei nostri figli che saranno costretti a lavorare come
schiavi e senza alcuna garanzia di poter mantenere il posto di lavoro.
Questo accordo spiana la strada per annullare ogni forma di diritto e di democrazia sui luoghi di lavoro.
Le porcherie che sono contenute nel Piano Fiat dovrebbero fare ribellare ed inorridire anche il più moderato e bisognoso dei lavoratori.
Noi non diamo nessun avvallo, non firmiamo nessuna cambiale in bianco
Esistono dei contratti ? La Fiat li rispetti. Se può imporre il lavoro al sabato, alla domenica, di notte, di pranzare a fine turno, di
ridurci le pause, di recuperare la produzione facendoci iniziare il turno mezz’ora prima, lo faccia.
Per parte nostra cercheremo di difendere al meglio le nostre condizioni di vita e di lavoro.
Noi non firmeremo niente, non daremo nessun avvallo, non accettiamo nessun ricatto, e se possiamo, faremo di tutto per
difendere le nostre pause, la nostra salute, i nostri diritti.
PER QUESTO VOTEREMO NO ED INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI AD ANDARE A VOTARE NO.
 
GLI EFFETTI SPECIALI DI MARCHIONNE PER POMIGLIANO CHE, SE ACCETTATI, POTRANNO ESSERE ESTESI AGLI ALTRI STABILIMENTI.
 
1. ORARIO DI LAVORO: si introducono i 18 turni settimanali Utilizzo degli impianti di produzione per 24 ore giornaliere e per 6 giorni la
settimana, con uno schema di turnazione articolato a 18 turni settimanali. Riposo individuale a scorrimento nella settimana.
Le attività di manutenzione saranno invece svolte per 24 ore giornaliere nell'arco di 7 giorni la settimana per 21 turni settimanali.
L'orario di lavoro giornaliero dei lavoratori addetti al turno centrale (quadri, impiegati e operai) va dalle ore 8.00 alle ore 17.00, con un'ora di intervallo non retribuito.
 
2. PAUSA PRANZO: a fine turno. La mezz'ora retribuita per la refezione sarà dalle ore 13.30 alle ore 14.00; dalle ore 21.30 alle ore 22.00; 5.30 alle ore 6.00.
 
3. LAVORO STRAORDINARIO: anche nella ½ ora prima dell’inizio turno Le 200 ore pro-capite potranno essere effettuate la ½ ora prima dell’inizio del
turno. L'azienda potrà far ricorso a lavoro straordinario per 80 ore annue pro capite, senza preventivo accordo sindacale, da effettuare a turni interi.
 
4. PAUSE: 10 minuti in meno al giorno Invece delle due pause di 20 minuti ciascuna, tre pause da 10 minuti, il che corrisponde ad un aumento del lavoro effettivo di 50 minuti la settimana.
 
5. RECUPERI PRODUTTIVI (gratis?): nei riposi e anche nella ½ ora prima dell’inizio turno. Le perdite della produzione dovute a causa di forza maggiore o a seguito di
interruzione delle forniture potranno essere recuperate entro i sei mesi successivi, oltre che nella mezz'ora di intervallo fra i turni, nel 18° turno o nei giorni di riposo individuale.
 
6. DIRITTI SINDACALI: sanzioni disciplinari: Sanzioni disciplinari nei confronti delle Organizzazioni sindacali che proclamano iniziative di sciopero e sanzioni nei confronti dei singoli lavoratori
che vi aderiscono, fino al licenziamento;
 
7. ASSENTEISMO: non pagamento malattia
Facoltà di non applicare le norme del Contratto nazionale che prevedono il pagamento della malattia a carico dell’impresa.
 
RSU COBAS FIAT Mirafiori
 
Sede PROVINCIALE: Via San Bernardino 4 - TORINO
tel/fax 011 334345 e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Sede MIRAFIORI: Via Cercenasco, 23c – Torino tel. 011 19822034
RSU COBAS FIAT MIRAFIORI