Il circolo agorà saluta la nascita di Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus

Livorno, 18 Gennaio 2015.

In tanti ieri sera ci siamo ritrovati al nuovo teatro delle commedie di Livorno per l’inaugurazione della Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus, una diramazione nazionale di Heyva Sor a Kurdistanê, la più grande organizzazione umanitaria per il Kurdistan, attiva in Germania dal 1993.

La sede italiana dell’associazione nasce proprio a Livorno da un gruppo di cittadini e cittadine Curdi e Italiani con lo scopo di organizzare in Italia iniziative di sensibilizzazione e raccolte di fondi da destinare alla campagna internazionale di solidarietà con il popolo Curdo, particolarmente urgenti in questi mesi in cui le popolazioni del Kurdistan siriano, con i loro esperimenti di autogoverno democratico, sono impegnate in una strenua resistenza contro il pressante assedio dell’ISIS.

Come puntualizzato dal direttivo dell’associazione l’idea che fa da fondamenta all’iniziativa è quella di portare avanti attività che abbiano come scopo la difesa di valori e principi universali, portare assistenza gratuita da discriminazioni di ogni tipo per alleviare la sofferenza umana laddove essa sia presente, in Kurdistan come altrove, dando come precedenza sia aree di guerra che luoghi che risentono degli effetti causati dalle guerre, zone colpite da calamità, e aree di povertà in qualsiasi nazione o regione.

I membri del direttivo presenti in sala questa sera erano Alican Yldiz, Barbara Mancini, e Şevda Sunmez. In un video realizzato appositamente per il lancio dell’inaugurazione da Filippo Del Bubba (autore anche di una galleria fotografica della serata) è possibile vedere e ascoltare da loro stessi che cosa li ha mossi nel percorrere questa strada:

La presentazione dell’associazione è stata moderata da una brillante ricercatrice universitaria di Diritto internazionale all’università di Pisa e studiosa del confederalismo democratico: Martina Bianchi. Ricercatrice che – come lei stessa si definisce – per il momento ancora riesce a “sopravvivere” e fare ricerca all’interno dell’università italiana.

Martina ha successivamente introdotto anche gli altri ospiti della serata: Yilmaz Orkan, presidente dell’Ufficio Informazione Kurdistan (UIKI), associazione che fin dalla sua nascita si occupa soprattutto di rendere nota la questione curda sia in Kurdistan che in Europa fornendo documenti sulla repressione, la discriminazione e la guerra contro il popolo Curdo nei quattro paesi in cui il Kurdistan è stato diviso nel 1923 con il Trattato di Losanna, dove il popolo Curdo è stato separato e costretto a subire gravi forme di discriminazione ed esclusione.

A seguire l’intervento di Vahdettin Kilic, vice presidente dell’associazione Heyva Sor a Kurdistanê in Germania a cui Erdal Karabey, presidente dell’Associazione culturale Kurdistan, si è gentilemente prestato nel ruolo di interprete.

L’anno 2014 è stato infatti uno dei più difficili per l’associazione Heyva a Kurdistanê. L’attacco del califfato islamico e delle milizie DAISH (da noi comunemente note come ISIS)  ai danni di Curdi, Assiri, Cristiani e Turkmeni nelle città di Şengal e Kobanê in Rojava, ha peggiorato enormemente quello che già era una delle crisi umanitarie più grandi del mondo. Sono stimati in numero di 400’000 i Curdi costretti a fuggire da Kobanê dall’avanzata delle milizie ISIS che soltanto un mese prima, nell’agosto 2014, avevano forzato mezzo milione di Curdi Yazidi a lasciare Şengal. Tutte queste vittime vanno ad aggiungersi ai 3 milioni di rifugiati dalla guerra civile siriana e ai quasi due milioni di profughi causati dall’intervento dell’ISIS in Iraq.

Erdal Karabey conclude con un intervento appassionato. Condannando l’attentato alla libertà di espressione che solo pochi giorni fa ha colpito la Francia, e affermando che la stessa identica cosa capita da anni a milioni di persone nel Kurdistan, dove la libertà di espressione è oltraggiata oltremodo, tanto che non ci si può addirittura “esprimere” nella propria lingua, “esprimere” la propria cultura. Come per provocarci, si rivolge quindi al sindaco Nogarin presente in sala dicendogli:

 “Signor Sindaco Nogarin, i suoi colleghi Curdi sono ancora in carcere!”.

Nel dramma di Parigi, continua Erdal, sono morte tre donne Curde. Afferma che la religione non ha spazio in quello che sta accadendo. Parla di geopolitica, di Erdogan e del Qatar, e di tutti coloro che si sono dimenticati del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), ovvero di tutti quegli uomini e donne che hanno difeso indistintamente tutti quanti dall’aggressione fascista dell’ISIS. Il PKK ha difeso tutti: Armeni, Turkmeni, Curdi, Assiri e Cristiani, al di là di ogni religione ed in assenza di quel fantomatico esercito americano accorso sul campo maldestramente ed in ritardo.

A seguire, introdotta dalle parole di Martina Bianchi, è stata l’illustrazione del progetto di convivenza della regione che nel 2012 è partito nel Rojava. In quell’anno i tre cantoni di Afrin, Jazira e Kobanê cominciarono ad intraprendere un esperienza di autogoverno basata su di un avanzato patto sociale di civile coesistenza tra popoli. In tale costituzione i concetti espressi vanno ben oltre il nazionalismo. Il Kurdistan infatti non reclama l’autodeterminazione di uno stato-nazione. Quel che si voleva e che si continua a volere è una pacifica convivenza, un pluralismo democratico avanzato che si evince dalle parole  stesse della sola prefazione della carta del loro contratto sociale (http://www.uikionlus.com/carta-del-contratto-sociale-del-rojava-siria/):

Prefazione della carta del contratto sociale del Rojava (2012)

Noi popoli che viviamo nelle Regioni Autonome Democratiche di Afrin, Cizre e Kobanê, una confederazione di curdi, arabi, assiri, caldei, turcomanni, armeni e ceceni, liberamente e solennemente proclamiamo e adottiamo questa Carta.

Con l’intento di perseguire libertà, giustizia, dignità e democrazia, nel rispetto del principio di uguaglianza e nella ricerca di un equilibrio ecologico, la Carta proclama un nuovo contratto sociale, basato sulla reciproca comprensione e la pacifica convivenza fra tutti gli strati della società, nel rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, riaffermando il principio di autodeterminazione dei popoli.

Noi, popoli delle Regioni Autonome, ci uniamo attraverso la Carta in uno spirito di riconciliazione, pluralismo e partecipazione democratica, per garantire a tutti di esercitare la propria libertà di espressione. Costruendo una società libera dall’autoritarismo, dal militarismo, dal centralismo e dall’intervento delle autorità religiose nella vita pubblica, la Carta riconosce l’integrità territoriale della Siria con l’auspicio di mantenere la pace al suo interno e a livello internazionale.

Con questa Carta, si proclama un sistema politico e un’amministrazione civile fondata su un contratto sociale che possa riconciliare il ricco mosaico di popoli della Siria attraverso una fase di transizione che consenta di uscire da dittatura, guerra civile e distruzione, verso una nuova società democratica in cui siano protette la convivenza e la giustizia sociale.

A conclusione dei tre interventi anche il Sindaco di Livorno Filippo Nogarin prende la parola. Porta avanti un intervento a braccio che esprime piena solidarietà dell’istituzione al progetto umanitario e rivolge un appello alla necessità di informazione:

“… non vorrei che passasse come di secondaria importanza rispetto alla diffusione culturale, la diffusione delle informazioni di quello che realmente accade in questi territori. Spesso gli strumenti adoperati da chi compie violenza sono quelli di oscurare completamente ogni forma d’informazione. Questa è infatti una tecnica che da sempre è stata utilizzata nel corso della storia. Penso che il nostro sia un primo passo per capire, per accendere un riflettore su chi reclama il diritto alla dignità – come diceva giustamente Martina. Credo che in questa direzione dobbiamo collaborare, non soltanto con gli aiuti umanitari, che sono ovviamente fondamentali, ma con la diffusione di quello che accade. È questo un po’ il senso generale: Riuscire a mantenere un rapporto di vera fratellanza nel rispetto totale della lingua, della cultura, il nome del popolo, e di tutto quel bagaglio di unità che giustamente state rivendicando. Non dimenticando però che tutto questo è un patto integrante ad un percorso ancora più ampio, che è quello di una profonda fratellanza. Torno a porre attenzione su questo aspetto. Perché se è vero che ci troviamo ancora una volta di fronte ad una situazione di emergenza, io credo che si debba dimostrare che queste cose non accadranno più nella misura in cui si operi nella loro prevenzione. La prevenzione è un percorso che va nella direzione dell’integrazione vera e totale di tutti i popoli.  Questo è secondo me l’obiettivo, forse utopico, perché non sarà certo il sindaco Nogarin a cambiare il corso della storia che da sempre purtroppo va verso la divisione. Però ci dobbiamo ancora provare con tutte le nostre forze. Lo faremo con quello che sarà nelle nostre possibilità, che sono comunque di una città importante che è crocevia di tolleranza. Sono onorato di dire che anche questa volta si parte da Livorno come simbolo di fratellanza. Spero vivamente che continueremo oltre agli aiuti umanitari a far si che ci sia possibilità di avere informazioni, e di avere voce per diffonderle nel mondo, perché questo è forma altissima di democrazia.”

Gli ultimi due interventi sono di Ivan “Grozny” Compasso, giornalista freelance autore di un recentissimo reportage per La Repubblica su Kobanê ed Alberto Mari, membro della delegazione italiana nei campi profughi del Kurdistan iracheno.

Il giornalista Ivan Compasso argomenta emotivamente. Parla di confini non come linee di delimitazione da difendere, ma per quello che sono veramente: “un vero e proprio limite mentale dei popoli che ci vivono all’interno“. Parla entusiasticamente della resistenza di Kobanê, così come parla con preoccupazione del terrorismo mediatico usato dall’ISIS, di quanto inquieti il fatto che nelle sue file ci siano molte persone che vengono proprio dall’europa.

Dice di sapere quanto possa essere brutto vedere un popolo come quello Curdo dove uomini e donne sono costretti ad imbracciare un fucile, ma allo stesso tempo dice essersi profondamente convinto che: “il pacifismo se lo può permettere solo chi comanda“. Polemizza sulla Turchia di Erdogan, di come sia possibile che un paese membro della NATO non sia in grado di aprire un corridoio umanitario per Kobanê. Parla di come i militanti dell’ISIS, sebbene combattutti, vengano comunque rispettati. Vengono perquisiti, catalogati e seppelliti sia per ovvie motivazioni legate all’igiene, ma  anche per compassione umana. Si pensa infatti che sia giusto che in un futuro i parenti possano sapere dove sono seppelliti i loro cari. Alla domanda della moderatrice riguardo alla presenza o meno sul territorio di milizie internazionali per difendere Kobanê, Ivan risponde dicendo che: “a Kobanê è difficile sia entrare che uscire“. Non ha notizie della presenza o meno di milizie internazionali, ma pare corra una leggenda di un invincibile combattente tedesco presente sul territorio. Lui dice di non sapere se questa notizia sia vera oppure no, tuttavia i combattenti dell’ISIS hanno paura di questa specie di “Rambo” teutonico, e a lui piace pensare che possa esistere davvero.

Alberto Mari inquadra la situazione in modo chiaro e deciso. Vede un popolo che strenuamente resiste a tutto quel che l’occidente ed i suoi grandi cuochi del novecento hanno preparato per loro.  Quei confini scellerati li ha infatti tracciati la nostra prima guerra mondiale. “Occorre rifarsi alla storia,” dice Mari, “alla memoria, per far si che anche l’origine dei conflitti possa essere portata chiaramente alla luce”. Queste volute e dolose dimenticanze di memoria storica sono evidentemente anch’esse un limite di noi paesi occidentali. Prosegue illustrando la solidarietà tangibile e l’umanità delle popolazioni che vivono in quelle aree. Negli ultimi due anni infatti nella Rojava la pratica della “democrazia” radicale (autogoverno dal basso) nelle assemblee territoriali, il protagonismo delle donne, e il riconoscimento della pluralità del movimento hanno gettato le basi per una rivoluzione sociale. Processi di questo tipo che avvengono in aree di povertà e disagio causate da forze esterne, possono solo essere considerati da noi popoli occidentali “come un esempio da ammirare“.

L’unico neo è stato il limitato spazio per l’intervento del pubblico in sala. Il tempo non è stato sufficiente all’instaurarsi di un vero e proprio dibattito. Forse è anche per questo che realtà di antagonismo sociale presenti in città ed in sala non sono intervenute. Probabilmente ci si è trovati ad essere troppo vicini all’ottima cena tradizionale offerta dalle comunità curde di Cecina, Pontedera e Firenze.

Chiunque abbia intenzione di aiutare la Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus può contattarla attraverso

il sito internet: http://www.mezzalunarossakurdistan.org/

l’indirizzo e-mail: mezzalunarossacurda@gmail.com

il profilo fb: Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus

oppure direttamente donando sul suo conto corrente bancario:

mezza luna rossa kurdistan

Conto: 1000 / 00132226

Intestato a: Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus

IBAN: IT63 P033 5901 6001 0000 0132 226




21 GENNAIO: partenza corso ITALIANO PER MIGRANTI

Sicurezza_graffaCORSI D’ITALIANO RIVOLTI A CITTADINI MIGRANTI

I corsi saranno di alfabetizzazione e per livelli avanzati di conoscenza della lingua italiana.

PARTENZA CORSO MERCOLEDI 21 Gennaio ORE 18 – 20
corso migranti
RILASCIO ATTESTATO DI FREQUENZA
VALIDO COME CREDITO FORMATIVO/SCOLASTICO

Per info ed iscrizione ai corsi del circolo agorà segreteria:

via Bovio 48, Pisa.

dal LUNEDI’  a VENERDI’ – 9.30-12.30 / 16.30-19.30

agorapi@officinaweb.it tel. 050.500442 – 338.3614966




19 GENNAIO: partenza corso PASTICCERIA BASE

cake_cupcake_sweet_dessert_cupcake_iconPASTICCERIA Livello base

Per chi è goloso ed ama creare con farina, uova, burro dolci di qualità e non solo: ecco un corso di pasticceria dove s’insegnerà l’arte di preparare e così offrire a tavola profiteroles, brioches, crostate alla fragola ma anche crema pasticcera ed altre ancora.

Il corso è composto da  6 lezioni di 3 ore dove verrà dimostrata ed insegnata l’arte della preparazione della pasta brisee, frolla, sfoglia, choux, pan di spagna e pasta lievitata

computer-23949_640 CLICCA E GUARDA LE CREAZIONI DEGLI ALLIEVI!
PROGRAMMA:

Prima lezione. Introduzione sulle diverse qualità di farine; farine speciali, basso contenuto d glutine e senza glutine. Preparazione di pasta briseè.
Produzione di torte sia dolci che salate e preparazione di crema pasticcera e varianti.

Seconda lezione. Preparazione degli ingredienti per la pasta frolla. Produzione di torte salate e dolci, monodose  e biscottini. Couli di frutta e compasta in abbinamento.

Terza lezione. Preparazione degli ingredienti per la pasta lievitata: Produzione di: brioches dolci e salate, torta delle rose ed altro. Preparazione crema al caffè.

Quarta lezione. Preparazione per la  pasta choux. Produzione di: profiteroles dolci e salati, chocolate eclairs. Preparazione ganache.

Quinta lezione. Preparazione degli ingredienti per la pasta sfoglia: produzione di salatini e dolci x aperitivi, torte e piccole paste. Preparazione crema chantillie.

Sesta lezione. Preparazione degli ingredienti per il pan di spagna: produzione di Victoria cake ed altre. Preparazione crema al cioccolato.

Durante il corso ci possono essere eventuali variazioni sulle ricette. Al termine di ogni lezione si assaggerà quello che è stato prodotto.

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Guarda lo spot del corso: https://www.youtube.com/watch?v=YgdJS6XBk7Q

PARTENZA CORSO: LUNEDÌ 19 GENNAIO, ore 19

corso riservato ad un massimo di 11 frequentatori

RILASCIO ATTESTATO DI FREQUENZA
VALIDO COME CREDITO FORMATIVO/SCOLASTICO

Per info ed iscrizione ai corsi del circolo agorà segreteria:

via Bovio 48, Pisa.

dal LUNEDI’  a VENERDI’ – 9.30-12.30 / 16.30-19.30

agorapi@officinaweb.it tel. 050.500442 – 338.3614966




20 GENNAIO nuova partenza: NONNO WEB (Alfabetizzazione Informatica)

CORSI DI ALFABETIZZAZIONE INFORMATICA

Nonno web 
Dalle prime nozioni fino ad Internet e Posta Elettronica
(30 ore / 15 lezioni, martedì e giovedì dalle 10.00 alle 12.00)

Alfabetizzazione informatica
Dalle prime nozioni fino ad Internet e Posta Elettronica (30 ore / 15 lezioni)

Internet e Posta Elettronica
I trucchi e i segreti di una buona navigazione e gestione della Posta Elettronica (30 ore / 15 lezioni)

Possibilità di lezioni personalizzate per ogni tipo o di esigenza

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PARTENZA CORSO: Lunedi 19 GENNAIO (lezioni il lunedì / mercoledì / venerdi), ore 10
oppure martedì 20 GENNAIO (lezioni il martedì e il giovedì), ore 10 – 12

 

RILASCIO ATTESTATO DI FREQUENZA
VALIDO COME CREDITO FORMATIVO/SCOLASTICO

Per info ed iscrizione ai corsi del circolo agorà segreteria:

via Bovio 48, Pisa.

dal LUNEDI’  a VENERDI’ – 9.30-12.30 / 16.30-19.30

agorapi@officinaweb.it tel. 050.500442 – 338.3614966




Nuovi corsi: Formazione Insegnanti Italiano per migranti / Formazione Operatori di Sportello USB

Prima lezione: 14 gennaio 2015

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Il massacro di Parigi e l’appello all’unità europea

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Non scendiamo in piazza con chi da 25 anni diffonde guerra, disperazione e odio dentro e fuori i propri confini.‏

I popoli d’Europa sono in questo momento sottoposti a un vero e proprio bombardamento, che li stringe tra l’incudine di gruppi fondamentalisti e il martello di mass-media e governi. La posta in gioco è la lettura e la gestione di un episodio di guerra.

Le ultime vittime di questa guerra, che dura da 25 anni, sono i giornalisti di Charlie Hebdo, tre poliziotti e quattro civili francesi, oltre ai tre feroci esecutori materiali del massacro.
L’altra vittima è la verità su quegli eventi sconvolgenti, che oggi insanguinano Parigi e la Francia.
La distruzione d’interi paesi – Iraq, Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Siria, Ucraina, Palestina – rimangono fuori dal contesto e dalla lettura dell’attacco nel cuore della Francia, come se gli eventi che si susseguono avessero origine eminentemente in un “fondamentalismo” generato da una religione che si dipinge più perversa di altre.
Noi ci rifiutiamo di allinearci dentro questa lettura della realtà, imposta dalla martellante campagna mediatica in corso, che spinge ad una “unità nazionale/europea” totalmente innaturale.
Non marceremo con chi – dagli scranni dei governi e da moltissime redazioni giornalistiche e televisive – dal 1991 (prima aggressione all’Iraq) da una parte invia armi e truppe nei vari fronti di guerra, dall’altra legittima ideologicamente un massacro costato la vita a centinaia di migliaia di persone (in maggioranza assoluta civili) in quelle terre martoriate.
I fondamentalisti che oggi colpiscono nel cuore delle capitali occidentali sono stati nel tempo foraggiati e addestrati dalle diplomazie e dai servizi segreti dell’Unione Europea, degli Stati Uniti e dei loro alleati nel Golfo Persico (Arabia Saudita, Qatar, Emirati) per essere utilizzati in tutti i paesi dove quotidianamente fanno strage di civili. Oggi alcune di queste “macchine da guerra” tornano nei paesi d’origine, vomitando un piccolissimo frammento di quella morte e distruzione nelle nostre città.
Come uscire da questa pericolosissima spirale? Crediamo sia necessario innanzitutto individuare i responsabili politici della carneficina in corso.
Gli esecutori materiali sono facilmente arruolabili nel mare di disperazione determinato dalle aggressioni militari, dalla disoccupazione di massa, dalla marginalità imposte da un modello economico incapace di uscire da una crisi sistemica.
Occorre quindi lottare in forma organizzata contro mandanti ed esecutori di questa barbarie in atto, con l’obiettivo di invertire totalmente indirizzo alle politiche interne ed estere dell’Unione Europea, cacciando così indietro ogni rigurgito fondamentalista, bellicista, xenofobo e razzista.
Solo con politiche di solidarietà attiva e d’integrazione economica paritetica con i paesi che ci circondano, di rifiuto del mercantilismo come parametro di gestione dell’economia potremo invertire la spirale di morte in atto.
Non vediamo altro modo per risolvere alla radice un dramma che altrimenti porterà sempre più odio disperazione e guerra nelle nostre strade, piazze e luoghi di lavoro.

Ieri a Parigi si è svolta una marcia che ha visto sfilare i capi di governo di tutta l’Europa occidentale.

Esprimiamo la nostra totale solidarietà alla redazione di Charlie Hebdo e alle vittime dell’ultimo massacro, ma non condividiamo quella parata.

Vogliamo invece dedicare questa poesia di Bertoldt Brecht alla marcia dell’Unione Europea:

“Al momento di marciare molti non sanno 
che alla loro testa marcia il nemico. 
La voce che li comanda 
e’ la voce del loro nemico. 
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico”.

Circolo agorà Pisa
www.agorapisa.it

Leggi anche:

Parigi. Leader senza popolo?

La guerra in casa. I fatti di Parigi e gli apprendisti stregoni




Manlio Dinucci. La firma dei killer, noti alla polizia e ai servizi segreti

L’ARTE DELLA GUERRA

La firma dei killer, noti alla polizia e ai servizi segreti

Manlio Dinucci

Anti_War_Poster_1Veri e propri commandos, da come si muovono, da come sparano. Non a raffica per non sprecare cartucce,  ma con uno-due colpi su ogni vittima, come il poliziotto ferito che viene freddato con un solo colpo dal killer che, continuando a camminare, raggiunge la macchina e, prima di salire, raccoglie con calma una scarpa caduta (che avrebbe potuto costituire una prova all’esame del Dna). Ma quando i due, con una preparazione da forze speciali, cambiano macchina, «dimenticano» (secondo la versione della polizia) sulla prima vettura una delle loro carte di identità. Firmano così ufficialmente l’attentato. Poche ore dopo si conoscono in tutto il mondo i loro nomi e le loro biografie: «due piccoli delinquenti radicalizzati, noti alla polizia e ai servizi di intelligence francesi».
Non può non tornare alla mente, in quello che viene definito «l’11 settembre della Francia», l’11 settembre degli Stati uniti: quando, poche ore dopo l’attentato alle Torri Gemelle, già circolavano i nomi e le biografie di quelli che venivano indicati come gli autori membri di Al Qaeda. O l’assassinio di Kennedy, di cui immediatamente si trova il presunto autore. Lo stesso, avvenuto in Italia, con la strage di Piazza Fontana. Legittimo quindi il sospetto che, dietro l’attentato in Francia, ci sia la lunga mano dei servizi segreti.
I due presunti autori (se le loro biografie sono vere) appartengono a quel mondo sotterraneo creato dai servizi segreti occidentali, compresi quelli francesi, che hanno finanziato, armato e addestrato in Libia nel 2011 gruppi islamici fino a poco prima definiti terroristi, tra cui i primi nuclei del futuro Isis; che li hanno riforniti di armi attraverso una rete organizzata dalla Cia (documentata da un’inchiesta del New York Times nel marzo 2013) quando, dopo aver contribuito a rovesciare Gheddafi, sono passati in Siria per rovesciare Assad e attaccare quindi l’Iraq (nel momento in cui il governo al-Maliki si allontanava dall’Occidente, avvicinandosi a Pechino e a Mosca). L’Isis, nato nel 2013, riceve finanziamenti e vie di transito da Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Turchia, Giordania, stretti alleati degli Usa e delle altre potenze occidentali, tra cui la Francia. Ciò non significa che la massa dei militanti dei gruppi islamici, provenienti anche da diversi paesi occidentali, ne sia consapevole. Resta però il fatto che dietro alle loro maschere certamente si nascondono agenti segreti occidentali e arabi appositamente formati per tali operazioni.
In attesa di altri elementi che possano chiarire la vera matrice dell’attentato in Francia, è logico chiedersi: a chi giova? La risposta si trova in quanto ha dichiarato Nicolas Sarkozy, che come presidente della Francia è stato uno dei principali autori del sostegno ai gruppi islamici nella guerra di aggressione alla Libia: ha definito l’attentato in Francia «guerra dichiarata contro la civiltà, che ha la responsabilità di difendersi». Si vuole in tal modo convincere l’opinione pubblica che l’Occidente è ormai in guerra contro chi cerca di distruggere la «civiltà», che esso impersonifica, e deve dunque «difendersi» potenziando le sue forze militari e proiettandole ovunque nel mondo scaturisca tale «minaccia». Si cerca in tal modo di trasformare il sentimento di massa per le vittime della strage in mobilitazione per la guerra. Il David, che a Firenze è stato listato a lutto, è chiamato ora a impugnare la spada della nuova santa crociata.

(il manifesto, 9 gennaio 2015)

Sullo stesso argomento leggi anche:

http://contropiano.org/editioriali/item/28467-parigi-brucia

http://contropiano.org/interventi/item/28462-le-ambizioni-del-polo-islamico-un-fattore-della-guerra-nel-xxi-secolo

http://contropiano.org/interventi/item/28468-da-tempo-charlie-hebdo-non-faceva-piu-ridere-oggi-fa-piangere




Usb: “Renzi strumentalizza i vigili di Roma per attaccare il pubblico impiego”

da Contropiano

7 Gennaio Assemblea Generale di tutto il personale in Campidoglio a partire dalle 8.00

Aperta alla cittadinanza

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“Lo straordinario accanimento contro il Pubblico Impiego da parte della coppia Renzi-Madia, ha trovato nuova enfasi mediatica grazie all’utilizzo strumentale della condizione dei vigili urbani di Roma Capitale” dichiara Daniela Mencarelli dell’Esecutivo Nazionale USB Pubblico Impiego.

“A questo disegno prestano il fianco sia l’intera amministrazione capitolina, che il comandante della Polizia Locale, lasciando intendere alla cittadinanza che quanto non funziona a Roma dipende esclusivamente dall’assenteismo e dai privilegi dei pubblici dipendenti, mentre per USB lo sfascio messo in atto la notte di Capodanno deriva da una grande disorganizzazione e dall’aver impostato il servizio su base volontaria senza ricevere adeguate conferme” continua la rappresentante sindacale della USB.

“Anche gli interventi del primo ministro e della responsabile della Funzione Pubblica sembrano più dettati dall’esigenza di avallare l’impossibile equazione dipendente pubblico=fannullone, e giustificare in tal modo l’applicazione del jobs act ai pubblici dipendenti, il mancato rinnovo dei Contratti Nazionali, la riduzione sistematica di personale e il blocco delle assunzioni, la spending review operata sui salari accessori e sui servizi rivolti alla cittadinanza” incalza la sindacalista della USB “senza contare l’imminente apertura della discussione sulla riforma della Pubblica Amministrazione, sulla quale i sindacati conniventi paiono del tutto silenti”.

USB ha convocato sin dalla scorsa settimana una assemblea generale del personale che – alla luce degli ipocriti comportamenti degli amministratori e della dirigenza dell’ente – diventa un primo appuntamento di lotta e assume un valore enorme affinché sia recuperata una comune intesa tra lavoratori pubblici e cittadini, stanchi di pagare i costi della politica incapace, della corruzione mai arrestata e della dirigenza asservita” conclude Daniela Mencarelli della USB.

Per contatti:

Roberto Betti 340/5581894

http://contropiano.org/lavoro-conflitto/item/28389-usb-renzi-strumentalizza-i-vigili-di-roma-per-attaccare-il-ubblico-impiego




Partenze Corsi 2015

I corsi di ballo, di yoga e di maglia con i ferri del circolo agorà per il 2015

In continuità con il 2014, riprendono i corsi di:

Balli latinoamericani Il corso di base riprende lunedì 12 gennaio alle ore alle 20, quello intermedio subito dopo quello base alle ore 21,30.  Oltre a questi partirà un nuovo corso di base mercoledi 21 gennaio ‘15 ore 20,15 (prima lez. di prova gratuita).
Tutte le info sul corso http://www.agorapisa.it/corsi-2014/lingua/latino-americano/

Tango Argentino si svolge ogni giovedì principianti ore 20,30-22,00 – intermedi ore 22,00-23,30 (prima lez. di prova gratuita).
Tutte le info sul corso: http://www.agorapisa.it/corsi-2014/lingua/tango-argentino/

Danza del ventre si svolge ogni martedì dalle 21,00 alle 22,30  (prima lez. di prova gratuita).
Tutte le info sul corso: http://www.agorapisa.it/corsi-2014/lingua/danza-del-ventre/

Yoga si svolge tutti i venerdì dalle ore 18,30 alle 20,00 (prima lez. di prova gratuita).
Tutte le info sul corso: http://www.agorapisa.it/corsi-2014/ginnastica/yoga/

Maglia con i ferri si svolge ogni mercoledì dalle ore 15,30 alle ore 17,30

Tutte le info sul corso: http://www.agorapisa.it/corsi-2014/maglia-coi-ferri-2/

Per info e iscrizione ai corsi: segreteria via Bovio 48, Pisa. dal LUNEDI’  a VENERDI’ – 9.30-12.30 / 16.30-19.30 agorapi@officinaweb.it tel. 050.500442 – 338.3614966

corsi




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Partenze regalati 2015