USB: Licenziamenti precarie CNR in prima pagina

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http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2015/12/28/news/cnr-precarie-licenziati-nel-laboratorio-dello-scandalo-1.12685876?ref=hftipsec-1

Cnr, precarie “licenziate” nel laboratorio dello scandalo

Non verranno rinnovati i contratti a quattro ricercatrici e tecniche di laboratorio dell’Istituto di fisiologia clinica. I sindacati: “E intanto l’ente userà 1,2 milioni per dare premi ai vertici” di Mario Neri

PISA. Per i sindacati è solo “l’inizio”. Al Cnr, sostiene il sindacato di base Usb, in tutta Italia sta per arrivare un’ondata di licenziamenti che coinvolgerà almeno 300 precari storici. A Pisa le prime a farne le spese saranno quattro fra ricercatrici e tecniche di laboratorio dell’Istituto di Fisiologia clinica, proprio il dipartimento finito nel mirino della procura di Pisa per un buco di bilancio fra i 4 e i 10 milioni di euro prodotto da un sistema su cui è ancora aperta un’inchiesta della magistratura, che indaga per truffa.

Paola Chiellini, Rita Taccini, Sonia Cerrai e Chiara Sbrana sono tutte quarantenni, tutte precarie da 10 o 12 anni. Finora si sono occupate di ricerche epidemiologiche, e sono autrici di uno dei progetti più conosciuti degli ultimi anni, quello sulle dipendenze degli adolescenti. Dal primo gennaio la loro esperienza all’area di ricerca di Pisa si concluderà. I loro contratti scadono e non verranno rinnovati. “Nessuno, né dalla direzione di Pisa né da quella nazionale a Roma – dicono – ci ha voluto dire perché e spiegare se avremo un futuro”.

Sindacati e ricercatrici sospettano proprio che il caso dell’Ifc abbia indotto i vertici del Cnr a tagliare e a strigere la cinghia. Secondo l’accusa, infatti, per anni il responsabile delle entrate dell’istituto, Marco Borbotti, sarebbe riuscito ad ottenere anticipi di cassa dai bilanci del Cnr per finanziare progetti di ricerca veri ma millantando sponsor inesistenti. Un meccanismo che avrebbe generato un deficit da quasi 10 milioni.

“Siamo tutte mamme, abbiamo bambini, mutui e famiglie da sostenere”, dicono le precarie. “Io sono al settimo mese di gravidanza”, si fa avanti Paola. “Io ho il mutuo da pagare e, da sola, devo mantenere due bambini e non so davvero come farò”, continua Sonia. “Perché adesso ci ritroveremo senza stipendio”. Una beffa, denunciano.  Perché mentre si decideva di espellerle da luogo di lavoro in cui lavorano da anni, tre giorni prima di Natale, “l’amministrazione centrale dell’ente ha firmato un accordo con alcuni sindacati per utilizzare 1,2 milioni per pagare ‘indennità di responsabilità’ per i vertici dell’amministrazione centrale”, spiega Cinzia Della Porta, delagata del sindacato di base al Cnr. Un beffa, insomma. Un investimento milionario per distribuire premi ai big, “quando per queste ragazze basterebbero 100 mila euro, visto che i loro contratti sono tutti intorno ai 25 mila euro lordi annui”

“Finora – continuano le ricercatrici – siamo andate avanti con contratti a tempo determinato o assegni di ricerca finanziati con fondi reperiti dalla struttura. E nei periodi di buco, quando cioè i capi struttura aspettavano di rastrellare risorse per poterci garantire continuità, era la direzione pisana o quella di Roma a garantire le coperture in attesa dei finanziamenti. Ma ora sembra cambiato tutto”.

“Lo stiamo dicendo da quando, all’inizio del 2015 – dice Cinzia della Porta, delegata Usb per il Cnr – lo scandalo dell’Ifc di Pisa è esploso. La situazione è chiara, le vittime di macroscopici errori dirigenziali sono sempre i precari. E questo è solo l’inizio di un’ecatombe occupazionale che temiamo coinvolgerà migliaia di lavoratori nel 2016. Oggi i dipendenti del Cnr in Italia sono 8 mila, di cui quasi la metà sono tempi determinati e atipici. E a molti è già stato comunicato che non verranno rinnovati”

 

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