… e adesso REFERENDUM anche in Italia!

1526584_1412508288995255_1535428811_nIL NO DEL POPOLO GRECO CONTRO I DIKTAT DELLA TROJKA RIAPRE LA LOTTA PER IL CAMBIAMENTO. ADESSO REFERENDUM ANCHE IN ITALIA E NEGLI ALTRI PAESI

Comunicato nazionale di Ross@

Ross@ esprime il più grande apprezzamento per la dignità e il coraggio dimostrato dal popolo greco che ha espresso il proprio NO all’ennesimo accordo capestro imposto dai carnefici dell’Unione Europea, della Bce e del Fmi.
Il risultato di questo referendum può produrre un passaggio straordinario nella storia europea, nell’affermazione della democrazia contro la logica dei diktat e nelle possibilità del conflitto sociale di cambiare lo stato delle cose presenti.
In queste ore dobbiamo agire affinchè anche il nostro paese, insieme agli altri devastati dalle misure di austerità, si sintonizzi con la possibile rottura che si potrebbe produrre in Grecia. A cominciare dalla battaglia affinchè anche in Italia i trattati europei (incluso quello che ha istituito l’euro) siano sottoposti a referendum popolare.
E’ dal 21 marzo 2014 che alla Camera dei Deputati Ross@ ha depositato un dispositivo per far tenere anche in Italia un referendum sui Trattati Europei finora sottoscritti dai governi che si sono succeduti. A maggio di quest’anno il M5S ha depositato le firme della legge di iniziativa popolare che consenta il referendum sull’adesione all’euro.
Riteniamo che sulla richiesta di referendum anche in Italia occorra aumentare al massimo la pressione, sia per allargare la “breccia” aperta dalla Grecia, sia per smascherare tutte le ipocrisie e le complicità della politica nell’asservimento o meno ai diktat delle oligarchie europee e delle banche.
Facciamo appello a tutte le forze politiche, sociali e sindacali a porre fine ad ogni illusione sulla riformabilità dell’Unione Europea ed a posizionarsi per una sua rottura, con ogni mezzo necessario. Oggi la rottura con l’Unione Europea e l’Eurozona non è più una battaglia di opinione ma una scelta strategica sul futuro e la sopravvivenza dei popoli, della democrazia e degli interessi popolari.
Il referendum del 5 luglio in Grecia ha dimostrato davanti ai nostri occhi come la realtà può cambiare il suo corso e come solo scelte coraggiose possono dare il segno alla lotta per il cambiamento.

rossa NO




E’ ora. Rompere la gabbia dell’Unione Europea! OXI!

rossaRoss@ intende esprimere il massimo sostegno al popolo greco chiamato coraggiosamente a esprimere il proprio NO all’ennesimo accordo imposto dai diktat dell’Unione Europea, della Bce e del Fmi.

Per questo Ross@ Pisa aderisce e partecipa al presidio in solidarietà col popolo greco indetto per giovedì 2 luglio, ore 18 in p.zza XX settembre a Pisa.

Se domenica prossima il popolo greco dirà OXI nel referendum convocato, si produrrà un passaggio straordinario nella storia europea, nell’affermazione della democrazia contro la logica dell’austerità e nelle possibilità del conflitto sociale di cambiare lo stato delle cose presenti.
Ross@ è stata una precorritrice in tal senso, avendo depositato alla Camera dei Deputati nel marzo 2014 un dispositivo per chiedere un referendum – anche in Italia – sui Trattati Europei (incluso quello istitutivo dell’Eurozona) finora sottoscritti dai governi che si sono succeduti.
Riteniamo che su tale richiesta occorra aumentare al massimo la pressione per allargare la “breccia” aperta dalla Grecia per poi spingere per una rottura dell’Unione Europea, con ogni mezzo necessario.
Siamo sempre stati convinti dell’irriformabilità dell’Unione Europea a dispetto della passività, complicità e ipocrisia di alcunigrandi sindacati, dei partiti di governo e della sinistra radicale perfettamente asserviti ai diktat delle oligarchie europee e delle banche.
Non c’è infatti nulla di progressivo e avanzato in un continente che distrugge il suo più importante risultato, lo stato sociale, attraverso criminali compromessi a ribasso tra austerità e diritti.
Il fiscal compact e le politiche d’austerità di BCE e Unione Europea stanno condannando alla miseria decine di milioni di lavoratrici e lavoratori e larghe fasce sociali, tagliando salari e pensioni, diritti e occupazione, servizi e cultura. Occorre lottare contro questa Unione Europea, contro i suoi trattati eretti a difesa dell’interesse di banche, finanza e speculatori. Senza questa rottura non si potrà affermare la necessaria unità e solidarietà di classe delle lavoratrici e dei lavoratori d’Europa e non si potrà uscire dalla crisi.

Sosteniamo con forza la Grecia. Diciamo anche noi OXI!

Rossa Grecia




La RdC in piazza per la GRECIA. OXI – NO ai ricatti della Trojka!

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La Rete dei Comunisti di Pisa promuove per Giovedì 2 Luglio alle ore 18.00 presso le Logge dei Banchi:

Presidio di solidarietà con la resistenza del popolo greco.

OXI – NO ai ricatti della Trojka!

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Giovedì 2 Luglio a Pisa, come in moltissime altre città italiane ed europee, si svolgerà una mobilitazione di piazza al fianco del popolo e del governo greco, in un momento cruciale della loro storia e, più in generale della storia dell’Unione Europea.

Insieme alla mobilitazione del 2 luglio, presenteremo EUROSTOP, un appello che sta ricevendo adesioni in molti paesi europei, innanzitutto in Grecia, Spagna, Catalogna, Portogallo e Italia.

L’Appello Eurostop:

http://retedeicomunisti.org/index.php/documenti/932-eurostop-appello-per-un-alternativa-ai-diktat-dell-unione-europea

Sede di Pisa: Via Sant’Andrea 31

contropiano.pisa@virgilio.it 33840149898

www.retedeicomunisti.org www.contropiano.org

Profilo facebook RETE DEI COMUNISTI PISA




Sosteniamo il NO del popolo greco. Dalle ore 20, IN DIRETTA DALLA GRECIA

Sosteniamo il NO del popolo greco.

DOMENICA 5 LUGLIO DALLE 20.00 IN POI AL CIRCOLO AGORA’, VIA BOVIO 48 PISA

TUTTI INSIEME PER SEGUIRE COSA ACCADE IN GRECIA

 RADIO CITTA’ APERTA 88,9 mhz SARA’ IN DIRETTA RADIOFONICA CON COLLEGAMENTI DA ATENE E OSPITI IN STUDIO PER SEGUIRE, ASCOLTARE E COMMENTARE LO SVOLGIMENTO DEL REFERENDUM IN GRECIA.

logo-radiocittaperta

SU SCHERMO GRANDE IMMAGINI IN DIRETTA DALLA GRECIA
CI SARA’ UN PUNTO RISTORO AUTOGESTITO:

PORTATE DA MANGIARE E DA BERE PER VOI E PER GLI ALTRI

DOMENICA INSIEME, A FIANCO DELLA RESISTENZA DEL POPOLO GRECO CONTRO I RICATTI E I DIKTAT DELLA TROIKA E DELL’ UNIONE EUROPEA.

OXI

La Grecia sotto attacco: sosteniamo il popolo greco!
Se esiste un simbolo che sintetizza questa crisi economica che dura ormai da 8 anni, il popolo greco ne è l’espressione più chiara e significativa.
Un popolo colpito come tutti i paesi del sud dell’Europa prima dai guasti immensi prodotti dal liberismo, poi dalla speculazione finanziaria, poi dall’attacco concentrico del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Centrale Europea e dall’Unione Europea, la cosiddetta Troika che rappresenta senza più veli e infingimenti il vero volto del capitalismo moderno. Quel capitalismo che per sopravvivere e mantenere inalterati i margini di guadagno del cosiddetto Mercato (cioè chi rappresenta l’1% o molto meno della popolazione mondiale), divora risorse, diritti, salari, pensioni, salute, ambiente e infine anche gli Stati e la loro indipendenza.
Non sappiamo come si evolverà la vicenda greca che in queste ultime ore sta vivendo una fase tragica e al tempo stesso esaltante.
Tragica perché comunque vada il popolo sarà chiamato nell’immediato ad ulteriori sacrifici e tanta parte si ridurrà in povertà. Le offerte del Governo Tsipras alla Troika erano arrivate fino a 8 miliardi di Euro di tagli da effettuare su pensioni e sistema fiscale che probabilmente rimarranno tali anche dopo il Referendum. In qualche modo il governo Greco si è scaricato di una responsabilità che è propria e la ha riversata sui cittadini che dovranno ora decidere loro, dando così una occasione alla destra di utilizzare la paura sparsa a piene mani in questi mesi e in questi giorni sul fallimento e l’uscita dall’Euro per chiedere di votare SI, opzione che realisticamente non è possibile dare già per sconfitta.
Esaltante perché se vincerà il NO al referendum promosso dal Governo Tsipras, la Grecia diventerebbe un simbolo, una bandiera per tutti quei popoli che stanno vivendo sulla propria pelle e con forte preoccupazione le imposizioni di una Unione Europea che, ormai è finalmente chiaro a tutti, rappresenta gli interessi del grande capitale e della finanza internazionale.
E ciò anche se nel breve termine si dovrà far fronte a rischi enormi per la democrazia messa in discussione dalla destra greca ed europea e a condizioni economiche pesanti quanto quelle che si vivrebbero nel caso si decidesse di accettare il ricatto della Troika.
E se vincerà il NO al Referendum saremo ancor più convintamente al fianco del popolo greco, un popolo che ha insegnato all’intera Europa che cosa è la civiltà e che saprà uscire da una crisi senza precedenti.
Il nostro sostegno non sarà soltanto a parole: faremo di tutto per sostenere chi sta recuperando la propria sovranità nazionale, chi si batte come noi contro il liberismo, contro questa Unione Europea, contro chi ci vuole schiavi.
Il nostro sindacato si farà promotore e sosterrà tutte le iniziative politiche, sindacali, culturali ed economiche utili al popolo greco.

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13 GIUGNO: Serata di SOLIDARIETA’ – Raccolta fondi per il NEPAL (USB)

Serata di Solidarietà

Raccolta fondi per il Nepal

In Nepal, i lavoratori e tutto il popolo nepalese  stanno soffrendo per il terribile terremoto di  7,6 gradi del 25 APRILE 2015 e per tutte le successive scosse. Quel terribile evento ha causato la distruzione di molti beni culturali,  templi, edifici scolastici, edifici ufficiali e più di 2,00,000 case residenziali. Più di 8000 persone hanno trovato la morte ci sono oltre 20.000 feriti gravi, finora.

Abbiamo partecipato, a Katmandu, al XII TUI Congresso e le organizzazioni CONEP e NEGEO ci hanno calorosamente ospitato. I nostri contatti con il CONEP ci hanno informato che hanno  perso più di 50 membri.

La solidarietà internazionale è uno dei principi su cui si basano TUI,  FSM e USB.

Abbiamo lanciato, all’interno di tutte le organizzazioni che aderiscono alla TUI, una raccolta fondi per aiutare e sostenere i lavoratori e il popolo nepalese attraverso le organizzazioni sindacali con cui siamo in contatto.

Si prega di raccogliere i fondi in data conto bancario dal sistema SWIFT.

Titolare del conto Confederation of Nepalese Professionals- CONEP Account Holder: Confederation of Nepalese Professionals

Bank: Nepal Bank Limited, Kathmandu office

SWIFT Code: NEBLNPKA Saving A/c No. 002-10-0075598

Email: info@nbl.com.np

Nepal USB




4 Nov. Le guerre d’aggressione contro i popoli dell’Est e del Medio Oriente partono da Pisa. FERMIAMOLE!

 

NO WARultima

martedi 4 novembre ore 17

imbocco di Corso Italia zona Banchi

presidio/manifestazione antimilitarista a 100 anni della fine della 1° guerra mondiale

PER LO SCIOGLIMENTO DEL COMANDO DELLE FORZE SPECIALI DELL’ESERCITO (COMFOSE).

LA TRASFORMAZIONE DELL’AEROPORTO MILITARE DALL’ORO IN HUB ESCLUSIVAMENTE CIVILE.

LA CHIUSURA DELLA BASE USA DI CAMP DARBY. 

L’USCITA DELL’ITALIA DALLA NATO.

LO STORNO DELLE IMMENSE RISORSE PUBBLICHE USATE PER LE SPESE MILITARI A FAVORE DEL RILANCIO DELL’OCCUPAZIONE E DEL POTENZIAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI

(OSPEDALI, TRASPORTI, SCUOLE, UNIVERSITÀ).

 

PROMOTORI: Rete dei Comunisti, Coordinamento No Hub, Ross@Pisa, Partito della Rifondazione Comunista Pisa, La Rossa Lari, Comitato No CampDarby, Rete Disarmiamoli!, circolo agorà Pisa,Casa della Pace – Roma, Rete No War Roma, Sezione  Gramsci-Berlinguer, www.iskrae.eu, “BUONGIORNO LIVORNO”, Coord. Nazionale per la Jugoslavia Onlus, Progetto Rebeldia, ASS. ITALIA-NICARAGUA circolo “CarlosFonseca” Livorno, nodo di A.L.B.A. (Alleanza per il Lavoro, Beni Comuni, Ambiente) di Livorno, Una città in Comune (Pisa), Circolo Che Guevara Ponsacco. Giuseppe Aragno (storico), Adriano Ascoli, Cesare Ascoli, Paola Baiocchi, Angelo Baracca (docente Università di Firenze), Paolo  Baschieri, Patrick Boylan (Peacelink /Statunitensi per la Pace e la Giustizia), Franco Dinelli, Manlio Dinucci (saggista e giornalista), Nella Ginatempo (attivista No War), Andrea Montella, Donatella Petracchi.

per adesioni: contropiano.pisa@virgilio.it cell. 3384014989




1 Nov. La mobilitazione in sostegno alla lotta del popolo curdo a Kobane passa anche da Firenze

1° novembre

giornata mondiale per Kobanê

CURDI

Con la resistenza di Kobanê!

Riconoscere l’autonomia democratica in Rojava e in tutto il Kurdistan!

Dal 15 settembre 2014 l’ISIS ha lanciato una grande campagna militare su più fronti contro la regione curda di Kobanê (in arabo: Ayn Al-Arab) in Rojava/nord della Siria. Questo è il terzo assalto di ISIS contro Kobanê dal marzo 2014. Le bande di ISIS sono state sostenute in questo dai militari turchi, sia logisticamente sia politicamente. Il piano ultimo della Turchia è “l’occupazione del Rojava Kurdistan”, esercitando pressione internazionale per creare una zona cuscinetto nella regione. La pre-condizione per la creazione di una zona cuscinetto/no-fly zone, è svuotare Kobanê dalle persone. E distruggere l’auto-governo istituito dai curdi nel corso degli ultimi due anni.

Ma questi piani si sono scontrati con l’eroica resistenza dei combattenti e delle combattenti curde delle YPG/YPJ, che resistono contro tutte le previsioni e difendono la città e i civili che vi sono rimasti. Ora anche la coalizione contro ISIS ha inviato aiuti umanitari e rifornimenti alle forze di difesa. Kobanê è uno dei tre cantoni del Rojava (Kurdistan occidentale/Siria settentrionale), in cui è stata dichiarata l’autonomia democratica a novembre 2013, con la partecipazione di tutti i gruppi religiosi ed etnici. La creazione di strutture democratiche di autogoverno di base rappresenta un’alternativa democratica per la Siria e l’intero Medio Oriente, e contrasta con le visioni nazionaliste, religiose, fondamentaliste, patriarcali e capitalistiche.

Il modello democratico del Rojava è una spina nel fianco dei gruppi terroristici come Al Qaeda, Jubhat al Nusra e ISIS, così come per le forze regionali ed internazionali. Il sostegno a ISIS da parte del governo turco è davanti agli occhi dell’opinione pubblica internazionale. La Turchia ha inoltre ricominciato i bombardamenti anche sul proprio territorio, nelle zone curde, mostrando il suo vero obiettivo: indebolire i curdi in Siria e in Turchia. Per fermarli occore:

  • Disarmare ISIS e isolare gli Stati che lo sostengono (Arabia Saudita, Qatar, Turchia)
  • Aprire un corridoio al confine turco che consenta aiuti umanitari e rifornimenti alle forze di difesa kurde delle YPG/YPJ che stanno eroicamente difendendo Kobane
  • Riconoscere l’autonomia democratica del Rojava (Kurdistan occidentale) in Siria, esempio di autogoverno e convivenza pacifica fra popoli, religioni, culture diverse, contro il totalitarismo di ISIS
  • Togliere il PKK dalla lista delle organizzazioni “terroristiche” e proseguire il negoziato con Öcalan

info e contatti: ass.culturalekurdistan@gmail.com info@uikionlus.com

www.retekurdistan.it

Appello urgente: Manifestazione globale contro ISIS – per Kobanê – per l’Umanità! 1 novembre ore 14

kurdi




L’anello di fuoco della guerra si chiude a Pisa

4m1lv-51159282logo_css_pngCostituito alla Gamerra di Pisa il Comando delle forze speciali dell’esercito (Comfose).

LA RETE DEI COMUNISTI DI PISA LANCIA UN APPELLO ALLA MOBILITAZIONE CONTRO L’ULTERIORE MILITARIZZAZIONE DEI NOSTRI TERRITORI.

A 100 anni dalla prima guerra mondiale l’Unione Europea è circondata da una serie di conflitti che, per contemporaneità e gravità, non ha precedenti nella Storia recente. Dalla Libia (distrutta dall’intervento delle forze aeree francesi, britanniche, statunitensi e italiane) all’Ucraina (sconvolta da una pressione esterna della NATO, dell’Unione Europea e degli USA che dura da un oltre un decennio) siamo di fronte ad un vero e proprio “Anello di guerra”.
I responsabili di questo bagno di sangue, che prosegue dal 1991 (anno della prima aggressione all’Iraq) ha disgregato interi Stati sovrani – Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Libia, Siria – lasciando sul terreno milioni di morti sono gli stessi: Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la loro alleanza militare, la NATO.

La causa profonda di un “caos creativo” teorizzato, pianificato e messo in pratica dalle potenze economiche e militari occidentali è da ricercare nella crisi sistemica del modello capitalistico, che da otto anni erode soprattutto le economie dei paesi a “capitalismo maturo”. Crisi che non trova soluzione, anzi si approfondisce ogni giorno di più. Di nuovo, in forme originali rispetto a 100 anni fa, le potenze colonialiste e imperialiste rispondono alla crisi cercando di strappare agli antagonisti di oggi (Russia, Cina e paesi a loro alleati) territori, risorse naturali e mano d’opera a basso costo con la forza bruta, riportando l’intera l’umanità sull’orlo del baratro di un conflitto generalizzato.

In questa corsa alla guerra, la “nuova” classe dominante renziana non intende perdere un millimetro di spazio rispetto agli alleati/competitori europei, utilizzando al meglio le proprie “risorse umane”. La neo ministra degli Esteri UE Federica Mogherini (la stessa che nel 2002 al Social Forum di Firenze presiedeva dibattiti pacifisti e non violenti) sostiene oggi il governo golpista ucraino, fa dichiarazioni di fuoco contro la Russia di Putin, contro la Siria, a favore di un intervento diretto in Medio Oriente per contrastare un nuovo “nemico perfetto” (in stile Bin Laden), il cosiddetto “Stato Islamico”, che vede tra i suoi leader personaggi legati a doppio filo con i servizi segreti statunitensi , israeliani e dei paesi del Golfo Persico.

A livello nazionale la Ministra della Difesa Roberta Pinotti (altra ex “pacifista” impegnata negli anni ’80 nei «Blocchi non violenti» genovesi, protagonista nel 2001 della kermesse no-global di Porto Alegre) pianifica l’invio di forze militari in Ucraina, invia armi ai curdi filo occidentali, dichiara la disponibilità dell’Italia a partecipare ai bombardamenti in Iraq e Siria, consolida i legami militari con il regime di apartheid sionista di Israele.
In questo quadro s’inserisce il rafforzamento del ruolo delle basi militari di stanza nel nostro paese, che vede nel territorio pisano alcune “eccellenze” storiche (la base USA di Camp Darby, il recente Hub aeroportuale, la caserma dei paracadutisti Gamerra), valorizzate dalle scelte dei governi nazionali e dal supporto servile delle amministrazioni locali. È di questi giorni la notizia della costituzione alla caserma Gamerra di Pisa del Comando delle forze speciali dell’esercito (Comfose), che unifica il 9° Reggimento d’assalto Col Moschin, il 185° Reggimento Folgore di Livorno, il 28° Reggimento comunicazioni operative Pavia di stanza a Pesaro e il 4° Reggimento alpini paracadutisti Ranger con sede a Verona. A questi si aggiungerà il 26° Reparto elicotteri per operazioni speciali, destinato a trasformarsi in 3° Reggimento elicotteri per operazioni speciali.

Un Comando di “Rambo”, che si rifornirà alla base statunitense e si proietterà nei vari scenari delle aggressioni imperialiste attraverso l’Hub aeroportuale costruito recentemente all’aeroporto militare Arturo Dall’Oro di Pisa.

Contro una ulteriore e gravissima militarizzazione, che vede chiudersi il cerchio di guerra, aggressioni e morte proprio nei nostri territori, chiamiamo alla mobilitazione i militanti contro la guerra, i sinceri pacifisti e tutte le realtà che si battono contro i nuovi pericoli di conflitto generalizzato in Est Europa e in Medio Oriente.

Per l’uscita dell’Italia dalla NATO, per la chiusura delle basi USA sui nostri territori, per la rottura di un’Unione Europea imperialista e guerrafondaia, per fermare la spirale di guerra e morte, scendiamo di nuovo in piazza!

 

Rete dei Comunisti – Pisa

contropiano.pisa@virgilio.it

cell. 3460126412 – 338401498




Palestina, Libia, Siria, Iraq, Libano, Egitto… Dalle “primavere arabe” all’orrore

giovedì 18 settembre, ore 21

presso la sede del circolo agorà, via bovio 48 pisa

incontro sul tema:

“PALESTINA, LIBIA, SIRIA, IRAQ, LIBANO, EGITTO…”

DALLE “PRIMAVERE ARABE” ALL’ORRORE

Esiste un filo conduttore che lega il recente massacro di civili palestinesi a Gaza per mano di Israele, la disgregazione di Iraq, Libia e Siria, il golpe in Egitto, le aggressioni al Libano?

Chi si nasconde dietro il cosiddetto “stato islamico”?

Qual è il ruolo di usa, ue, israele, delle petromonarchie del golfo persico in medio oriente e nel maghreb?

Quali le prospettive per la liberazione della palestina dall’apartheid israeliano?

Per rispondere a queste domande abbiamo invitato all’incontro:

Mohammad Kalil – Comunità palestinese a Pisa

Alberto Mari – Fronte Palestina

Sergio Cararo – giornalista di Contropiano online – Rete dei Comunisti

durante la serata raccoglieremo le adesioni per la manifestazione nazionale di sabato 27 settembre. indetta dalle comunità palestinesi in italia

palestina_liberaPALESTINA LIBERA

 

Guarda la locandina:

Giovedì 18 settembre ’14_ iniziativa su Palestina – Medio Oriente

 




ReteKurdistan Italia: aiuti umanitari e non armi

RETE KURDISTAN ITALIA: L’ITALIA MANDI SUBITO AIUTI UMANITARI E NON ARMI, E SI ADOPERI POLITICAMENTE PER STABILIZZARE L’AUTONOMIA DEMOCRATICA IN TUTTO IL KURDISTAN

In merito agli articoli pubblicati ieri sulle versioni online de “La Padania” e “Il Fatto Quotidiano”, in cui si afferma che la Rete Kurdistan Italia avrebbe chiesto all’Italia l’invio di armi ai peshmerga del Kurdistan iracheno per combattere ISIS, si precisa quanto segue: la posizione espressa sempre dalla Rete Kurdistan Italia è stata contro interventi armati esterni nell’area o per armare una parte sul campo.

Come espresso in un appello diffuso qualche giorno fa, la Rete ha chiesto e chiede che l’Italia invii prontamente aiuti umanitari per alleviare le terribili condizioni della popolazione sfollata, e che si adoperi nelle sedi internazionali per isolare ISIS (adottando anche sanzioni nei confronti di quei paesi che lo sostengono, come fra gli altri Arabia Saudita e Turchia), e per sostenere l’autonomia democratica nelle regioni kurde, da sud (Iraq) a Nord (Turchia), da est (Iran) a ovest (Siria). In particolare nell’immediato si chiede che venga sostenuta l’esperienza di autogoverno in Rojava (Kurdistan occidentale siriano) iniziata due anni fa, e che costituisce un potenziale modello per la convivenza pacifica e democratica fra i vari popoli del Medio Oriente, non a caso presa di mira dagli attacchi sanguinari di ISIS già da tempo e prima della loro aggressione in territorio iracheno, nel silenzio pressoché unanime della comunità internazionale.

Solo una soluzione pacifica porterà a una stabilizzazione dell’intera area: al posto delle armi, si pensi piuttosto a dialogare con i kurdi, ad esempio togliendo il PKK, che si è mosso prontamente sul campo per aprire corridoi umanitari al fine di mettere in salvo la popolazione minacciata di massacri da ISIS, dalla lista delle organizzazioni terroristiche degli USA e dell’Unione Europea, e spingendo sulla Turchia perchè continui il negoziato con Öcalan che può mettere fine a un conflitto che dura da trent’anni.

Roma, 19.08.14

La Segreteria operativa della Rete Kurdistan Italia

www.retekurdistan.it

mail: info@retekurdistan.it
telefono: 3498327322