USB: Alcune note sulle recenti strumentalizzazioni mediatiche delle lotte dei migranti.

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USB il sindacato di tutti gli sfruttati.

Alcune note sulle recenti strumentalizzazioni mediatiche delle lotte dei migranti.

 

In questi giorni intorno alla lotta dei richiedenti asilo dei due centri della Tinaia a Cascina e del Brichotel di Ponsacco si è sviluppata una campagna stampa deformante e per certi aspetti feroce, che tenta di mettere all’indice l’Unione Sindacale di Base come “sobillatrice dei migranti”, riducendo l’insieme delle richieste emerse in questi mesi al problema del vitto nei centri suddetti, punta dell’iceberg di una situazione che andrebbe affrontata complessivamente.

Da sempre il nostro sindacato è al fianco dei migranti, non tanto e non solo per solidarismo umanitario, ma perché individuiamo in questi soggetti una parte del grande mondo delle classi oppresse che rappresentiamo: lavoratori dipendenti pubblici e privati, precari, disoccupati, senza casa, donne, giovani, pensionati.
Con i ben noti metodi di sciacallaggio mediatico si tenta di isolare e ridurre il nostro intervento ad una sua parte, con l’evidente tentativo di mettere in cattiva luce le lotte che portiamo avanti tutti i giorni alla Piaggio e nell’indotto, all’aeroporto di Pisa e tra i Vigili del Fuoco, alla Geofor e all’AVR, All’Università e nel settore della ricerca, tra i pensionati e tra i precari, per la difesa del diritto di sciopero e contro le politiche economiche dei governi nazionali e dell’Unione Europea.

Siamo abituati a questi metodi, usati questa volta strumentalizzando la parte più debole di chi si rivolge a noi. Un metodo sperimentato in questi anni a piene mani, tentando di contrapporre lavoratori “garantiti” contro precari, giovani contro pensionati, scioperanti contro utenti, e così via. Questa volta il tentativo è quello di dirottare l’odio fomentato in questi anni contro migranti e richiedenti asilo contro il sindacalismo di classe.
Non cadremo nella trappola, ne noi né le centinaia di migliaia di lavoratori che in tutto il paese hanno scelto di aderire al nostro sindacato.

I milioni di esseri umani sospinti sulle nostre coste dalle politiche di guerra e colonialismo occidentali, che hanno distrutto interi paesi e continenti (Libia, Siria, Iraq, Afghanistan, ex Jugoslavia, Ucraina, Africa), sono sfruttati che l’Unione Europea e i paesi che la compongono gestiscono ora per dividere ulteriormente le classi sociali oppresse, selezionandoli come bestie per metterli in produzione, mano d’opera ancora più ricattabile dei residenti.

Il nostro obiettivo è contrastare questa sistematica opera di divisione – fomentata da governi e stampa di regime – ricomponendo un fronte che ha interessi comuni: lavoro, casa, sanità pubblica e gratuita, istruzione, trasporti.
In sintesi, una vita dignitosa, che potrebbe essere vissuta dalle grandi maggioranze della popolazione se l’immensa ricchezza prodotta da chi lavora fosse distribuita a chi lavora e non alle banche, agli imprenditori, ai produttori di armi, ai parassiti finanziari e ad una classe politica e mediatica al loro servizio.

Per questo nel nostro ultimo congresso nazionale abbiamo costruito la Federazione del Sociale, che darà rappresentanza a chi non ha un lavoro fisso, a chi non ha nessun lavoro, a chi non ha casa, a chi non ha un futuro perché costretto a fuggire dalle proprie terre d’origine.

Insieme ai migranti, ai lavoratori pubblici e privati, ai precari, ai pensionati, ai giovani, alle donne che ogni giorno lottano per la propria dignità, romperemo il muro di odio costruito ad arte per mantenere l’ordine dello sfruttamento che ancora ci governa.

Unione Sindacale di Base
Federazione di Pisa