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Biblioteca Andrea Fisoni.

Il Circolo Agorà, come tutte le case del popolo d’Italia, è costretto a chiudere di nuovo i battenti.

Martedì 27 ottobre e’ entrata in vigore una circolare del ministero dell’Interno, che applica le nuove restrizioni anti-Covid contenute nel Dpcm del 25 ottobre, imponendo anche la chiusura dei “centri culturali, sociali e ricreativi”.

Di nuovo, come il 4 marzo scorso, siamo costretti a chiudere i battenti, sospendendo tutte le attività corsistiche e culturali che ci permetterebbero di sopravvivere in una fase di crisi catastrofica, a causa del precedente lock down.

Siamo convinti di essere di fronte ad un provvedimento assurdo, che fa ricadere anche sulle case del popolo le gravissime responsabilità del Governo e delle Regioni, che in otto mesi dall’inizio della pandemia non hanno fatto niente per affrontare la nuova ondata del virus, pronosticata con largo anticipo da tutti gli scienziati del mondo.

Basta leggere le cronache quotidiane sulla situazione negli ospedali per rendersi conto della situazione. Carenza di personale e nessuna assunzione di medici e infermieri, mancanza di posti letto, di reagenti per fare gli esami, di sale di emergenza. Peggio che nella prima ondata pandemica!

Si chiudono ristoranti, palestre, e ora anche le case del popolo mentre milioni di lavoratori ogni giorno sono costretti ad andare a lavorare con mezzi di trasporto traboccanti, dove il covid19 impazza.

Con queste chiusure inutili si scarica sui settori più deboli dell’economia e dell’associazionismo la subalternità del governo Conte ai diktat della Confindustria, delle multinazionali della logistica e della grande distribuzione, che non vogliono perdere neppure un euro del loro sporco profitto, sacrificando così la salute e la vita di decine di migliaia di malati, anziani, medici, infermieri, lavoratori.

Dalla XIX Relazione annuale INPS, presentata giovedì 29 ottobre scorso, visionabile su:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/29/inps-tenere-aperti-i-settori-essenziali-durante-il-lockdown-e-costato-47mila-casi-e-13mila-morti-con-la-cig-persi-600-euro-in-busta-paga/5984106/

emerge che: “…Mantenere aperti i settori essenziali” durante il lockdown ha determinato “circa 47mila casi addizionali di Covid-19 (33% di quelli registrati tra il 22 marzo ed il 4 maggio) e circa 13mila morti“.

Nessuno di questi contagi si è determinato in focolai riscontrabili nelle case del popolo. Perché allora chiuderci? Forse perché siamo luoghi di aggregazione dove i lavoratori e i cittadini si possono organizzare contro queste politiche criminali?

La diffusione del covid19 dipende da ben altre ragioni: dai tagli alla sanità pubblica, dalla distruzione del welfare, dalla logica del profitto privato che viene anteposta alla salute e alla vita delle maggioranze.

Il circolo agorà si unisce alle mobilitazioni contro questi provvedimenti vergognosi, per chiedere lock down veri, accompagnati dalla garanzia di un reddito congruo per tutti i lavoratori costretti a casa, dal blocco degli affitti, delle tariffe e della tassazione sino alla fine della pandemia.

La prossima mobilitazione alla quale parteciperemo sarà sabato 31 ottobre alle ore 11 di fronte alla prefettura di Pisa, indetta dalla Unione Sindacale di Base.

Il Direttivo del Circolo agorà Pisa

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