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I NOSTRI CORSI 2020

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I NOSTRI SERVIZI

Biblioteca Andrea Fisoni.

Non abbiamo risorse per pagare niente: affitto, utenze, contributi e stipendi. Solo la cassa integrazione per 90 giorni a chi è assunto in pianta stabile, cioè solo uno solo di noi.
Ci lamentiamo? Certo che si!

Uno Stato serio, in una situazione paragonabile ad uno stato di guerra, deve provvedere a tutti i suoi cittadini, garantendogli reddito, casa, affitti non pagati per cause di forza maggiore, ma innanzitutto una sanità efficiente, che non abbiamo assolutamente: Insieme a migliaia di cittadini anziani e malati stanno morendo decine di medici ed infermieri perchè mancanoo oltre 30.000 operatori a causa del blocco del turn over, ma anche mascherine, tamponi, ma soprattutto ospedali a causa dei fortissimi tagli alla sanità pubblica degli ultimi 10 anni.
Tutto il paese deve fermarsi e essere costretto a casa, ma ci sono milioni di persone che a breve non avranno più soldi per andare a fare la spesa! Le nostre richieste di derrate alimentari da portare direttamente a casa di chi ne ha bisogno è inascoltato dalle amministrazioni locali e dal governo.

Altri milioni di lavoratori sono invece costretti ad andare a lavorare “grazie” al protocollo firmato dal governo, confindustria e cgil cisl uil lo scorso 14 marzo, che stabiliva l’apertura delle grandi fabbriche e di tante medie e piccole imprese che producono beni ora totalmente inutili. Si è guardato al profitto e non alla salute dei lavoratori e della popolazione tutta.


Di fronte all’evidenza, in queste ore un altro provvedimento governativo dovrebbe far chiudere una parte di altri luoghi di lavoro, vanificando così lo sforzo innanzitutto di chi lavora negli ospedali, ma anche di chi rimane in casa ed esce solo il minimo indispensabile: sino a che nonsi interrompera la catena dei contagi il virus è in agguato e in ogni momento si possono accendere nuovi focolai. Lo dicono tutti i “grandi esperti” ma nessuno parla dei milioni di lavoratori che continuano ad essere costretti ad andare a lavorare, riempiendo le metropolitane delle grandi città, i pullman, i treni locali.

Come diciamo da settimane SOLO I SERVIZI ESSENZIALI E LE PRODUZIONI ATTE ALLA SOPRAVVIVENZA DELLA POPOLAZIONE DEVONO RIMANERE APERTI.

Tutto il resto deve essere chiuso!

Il Presidente di Confindustria, Voncenzo Boccia, a nome dei padroni italiani, non ci sente da questo orecchio e, in maniera criminale, fa pressioni sul governo e sui sindacati per impedire la chiusura. Il profitto è il loro motore e motivo, non la vita delle persone.

Per questo sosteniamo lo sciopero generale di mercoledì 25 marzo, indetto già da molti giorni dall’Unione Sindacale di Base.

Uno sciopero per la vita. Di tutti.

Visualizza il comunicato stampa

Noi condividiamo le indicazioni dell’Unione Sindacale di Base https://www.usb.it/leggi-notizia/coronavirus-usb-scrive-al-governo-chiudere-tutti-gli-uffici-pubblici-esclusi-i-servizi-essenziali-1028.html e di Potere al Popolo! https://poterealpopolo.org/coronavirus-cosa-fare-cosa-pretendere/ di chiusura immediata di tutti i posti di lavoro, al di fuori di quelli legati alla sanità pubblica, alla produzione e distribuzione di prodotti alimentari, di luce, gas e acqua.

Tutti gli altri lavoratori devono essere messi a casa, con garanzie di salario e di posto di lavoro. Le risorse per questo provvedimento ci sono, è solo una questione di volontà politica, dalla quale dipende la salute e la vita di migliaia di persone.

Se la pandemia continuerà sappiamo di chi sarà la responsabilità diretta: una classe politica bipartisan sulla quale già grava il pesantissimo macigno dei tagli alla sanità pubblica, che hanno trovato completamente impreparato il nostro Servizio Sanitario Nazionale di fronte all’infezione di massa, mettendo i valorosi operatori sanitari in estrema difficoltà, a rischiare anch’essi salute e vita.

La Cina ha dimostrato qual’è la strada per vincere contro il Covid19. Per seguirla occorre perseguire l’obiettivo della salute di tutti contro il profitto di pochi.
Nel nostro paese la Confindustria e le grandi corporazioni multinazionali continuano a dettare legge al governo di turno, e solo una salutare ventata di scioperi probabilmente imporrà il buon senso a questi famelici padroni del vapore.

Siamo di fronte ad una crisi di sistema ben più grave di quella del 2008, perché oltre a mettere in pericolo l’economia occidentale mette a rischio di vita milioni di persone nel mondo. Da questo incubo collettivo, che ci fa vivere da protagonisti le sceneggiature dei film catastrofici che da oltre 30 anni predicevano gli scenari di oggi, ci auspichiamo se ne esca tutti con la coscienza che l’attuale sistema di relazioni economiche, sociali e culturali ha fallito completamente. Occorre tornare a pensare ad una alternativa radicale di sistema, ad un modello sociale che metta al centro gli interessi delle maggioranze, contro il profitto, la speculazione, lo sfruttamento irrazionale e famelico degli esseri umani e della natura.

Questo pensiamo, e ci comportiamo di conseguenza. La nostra attività socio / culturale, la biblioteca Andrea Fisoni, i corsi di formazione di base e professionali, il CAF, gli sportelli sociali e tutte le altre nostre attività sono bloccate. Le conseguenze sono immaginabili: nessuno ci finanzia se non il nostro lavoro, per cui dovremo affrontare un periodo senza precedenti, come milioni di altri lavoratori e migliaia di altre attività.

Non licenzieremo nessuno, nessuno rimarrà indietro. Divideremo quello che abbiamo, anche se è poco.

La pandemia finirà…al suo termine ci troverete ancora nelle nostre trincee, fatte di pratiche sociali e di cultura alternativa al plumbeo stato di cose presenti.

Con l’occasione vi sollecitiamo con tutte le nostre forze a rispettare con rigore le norme di sicurezza indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle autorità sanitarie nazionali
Un abbraccio a tutte e tutti dal direttivo del circolo agorà di Pisa.

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